Sos cyber attacchi, le associazioni di categoria corrono ai ripari tra Cesena e Brescia mentre il professore Musacchio mette in guardia dalle “cyber mafie”
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Redazione Economia
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L’allarme è più che mai concreto, se si considera che il rapporto Clusit 2025 ha certificato come l’Italia sia un bersaglio privilegiato per la criminalità informatica, concentrando da sola il 9,6% degli attacchi severi registrati a livello globale. È in questo scenario di crescente tensione digitale, che coinvolge ormai ogni settore produttivo, che le associazioni di categoria italiane hanno deciso di passare al contrattacco, organizzando sul territorio una serie di iniziative dal taglio spiccatamente pratico. L’obiettivo dichiarato, aldilà della mera teorizzazione del rischio, è quello di fornire agli imprenditori – spesso alla guida di piccole e medie realtà strutturalmente meno protette – gli strumenti per riconoscere le minacce e, soprattutto, per limitare i danni quando la linea di difesa viene sfondata.
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Dalle indisponibilità web al ransomware, il decalogo delle minacce per la Romagna
Partendo dal versante romagnolo, la Cna ha lanciato ufficialmente la campagna ‘Cesena digitale’, un’iniziativa che mira a coinvolgere tanto i cittadini quanto gli attori economici del territorio, con un focus principale dedicato alla cybersecurity. In questo contesto, gli esperti dell’associazione hanno stilato una sorta di mappa delle vulnerabilità più ricorrenti per le aziende locali, una lista che include fenomeni ormai tristemente noti come il ransomware – quel software malevolo che cifra i dati dell’azienda per chiedere un riscatto in criptovalute – ma anche l’email hijacking e la subdola truffa del cambio di Iban su una fattura, un colpo basso che mira direttamente alla liquidità aziendale. Per rispondere a queste criticità, che lasciano le imprese spesso isolate e spaventate, la Cna Forlì-Cesena ha organizzato un doppio appuntamento: il primo, tenutosi in Fiera, ha visto la partecipazione di Decio Biavati (cybersecurity manager) e Giulia Gorini (esperta privacy), mentre il secondo è stato calendarizzato per discutere di identità digitale e continuità operativa. corrierecesenate +3
L’approccio bresciano tra formazione e “training drink” contro gli hacker
Spostando l’attenzione sulla Lombardia orientale, un analogo senso di urgenza ha spinto Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale a organizzare un incontro specifico, inserito nell’iniziativa “Let’s meet for a training drink”. L’appuntamento, fissato per il 5 maggio presso l’Auditorium di via Orzinuovi, non è pensato come una noiosa conferenza, ma come un momento di confronto diretto per capire le reali dinamiche operative degli hacker; si vuole, insomma, mostrare come entrano nei sistemi per imparare a fermarli. L’approccio promosso dall’associazione bresciana parte dal presupposto che un attacco informatico non sia più un’eventualità remota, ma un pericolo endemico per ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, rendendo necessaria una strategia di difesa proattiva e informata. corrierecesenate +3
Il professore al Parlamento Ue: “Così le cosche sono diventate cyber mafie”
Mentre le associazioni di categoria si mobilitano a livello locale per tamponare l’emergenza quotidiana, il quadro generale viene dipinto in tinte fosche dal professor Vincenzo Musacchio, il quale ha recentemente presentato un progetto di ricerca proprio presso il Centro Studi della Cyber Security Foundation del Parlamento europeo. La sua analisi si spinge oltre il singolo attacco informatico, per inquadrare il fenomeno strutturale delle “nuove mafie”, organizzazioni criminali che hanno saputo estendere il loro potere nel cyberspazio trasformandosi in entità ibride. Queste ‘cyber mafie’, spiega il docente, non minacciano solo i conti correnti di un imprenditore, ma rappresentano un fattore di destabilizzazione per l’economia digitale e per la sicurezza nazionale, sfruttando tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale per rendere gli attacchi (come i ransomware) più mirati e difficili da tracciare. quibrescia +3
La risposta strutturale tra formazione e resilienza operativa
In questo frangente, emerge chiaramente la necessità di coniugare la protezione dei dati con l’efficacia operativa, un equilibrio difficile da trovare per molte realtà imprenditoriali. Da un lato, iniziative come quelle promosse dalla Cna e da Confartigianato servono a colmare il deficit di consapevolezza, insegnando al personale a riconoscere i tentativi di phishing o a gestire l’hijacking della posta elettronica. Dall’altro lato, come sottolineato dai relatori dei vari incontri – tra cui i professionisti intervenuti a Cesena –, nessun sistema può dirsi inviolabile; per questo motivo, gli sforzi si stanno concentrando sulla resilienza, ovvero sulla capacità di garantire la continuità operativa anche mentre si subisce un attacco, riducendo al minimo i tempi di inattività di siti web e server. Si tratta di una sfida complessa, che impone alle imprese di uscire dall’isolamento e di condividere le proprie esperienze per costruire un ecosistema difensivo più robusto e reattivo. ilrestodelcarlino +3




