L'Italia conquista l'argento nell'inseguimento a squadre agli Europei, Svizzera fermata da un guasto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'Italia sfiora l'oro nell'inseguimento a squadre, la Svizzera deve inchinarsi all'imprevisto. Nella prova di inseguimento a squadre che ha chiuso il programma degli Europei di ciclismo in Francia, la formazione italiana, della quale facevano parte Lorenzo Milesi, Filippo Ganna, che arriva a questo podio dopo il recente alloro individuale, e poi ancora i nomi di Frigo, Guazzini e le cicliste Elena Cecchini e Federica Venturelli, ha conquistato la medaglia d’argento, mancando per un soffio il massimo risultato. Il distacco dalla Francia, che si è imposta al termine di una gara tiratissima, è stato di soli sette secondi, un lasso di tempo esiguo che, tuttavia, ha determinato la differenza tra il gradino più alto del podio e quello immediatamente successivo.

La reazione del commissario tecnico

Il commissario tecnico della squadra azzurra, commentando il piazzamento, ha definito la medaglia “un buon risultato”, pur non nascondendo come “perdere l’oro per una manciata di secondi non sia mai una circostanza piacevole”. L’epilogo della gara, del resto, conferma la competitività del gruppo, capace di lottare per la vittoria fino agli ultimi metri, sebbene un incidente di percorso abbia precluso a un’altra compagine italiana la possibilità di competere per le posizioni di vertice.

Il problema tecnico della Svizzera

Sul terzo gradino del podio si è piazzata la Svizzera, costretta ad accontentarsi del bronzo a causa di un problema tecnico che ha nuovamente funestato la sua staffetta, in una sorta di déjà-vu rispetto a quanto accaduto nei recenti Mondiali. Mentre in Ruanda era toccato a Marlen Reusser dover cambiare la bicicletta, in terra francese l’imprevisto ha colpito il corridore di riferimento al maschile, il quale è stato vittima di un guasto alla catena proprio nel momento cruciale della competizione.

Il tentativo di rimonta svizzero

I suoi compagni, nel tentativo di limitare i danni, hanno deliberatamente rallentato la loro andatura per attenderlo, una scelta tattica volta a preservarne le energie per un recupero che, nonostante gli sforzi del terzetto femminile – nel quale pedalavano, oltre alla stessa Reusser, anche altre atlete –, non si è mai concretizzato appieno. La rimonta, sebbene condotta con determinazione, si è arenata contro il muro del tempo perduto, consegnando ai rossocrociati un metallo che, seppur prezioso, sa di opportunità mancata.

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