Omicidio di Chiara Guerra, al centro delle indagini i dissidi sulla gestione dei nonni e della tenuta
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Redazione Interno
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Sullo sfondo dell'omicidio di Chiara Guerra, la professoressa 53enne uccisa a San Stino di Livenza lo scorso 11 giugno, emergono con sempre maggiore insistenza le tensioni familiari che per anni avrebbero avvelenato i rapporti tra la donna e il nipote 17enne, ora in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato.
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Vite separate, abitazioni indipendenti all'interno dell'imponente tenuta di famiglia e visioni opposte sulla gestione del patrimonio immobiliare, ma anche un acceso conflitto relativo alla permanenza dei due genitori anziani nelle strutture per anziani: sarebbero questi, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, i motivi profondi di un clima degenerato fino all'insano gesto del ragazzo, che avrebbe colpito la zia con una trentina di coltellate nella legnaia della proprietà. corriere +3
Il ruolo della Procura per i minorenni e il calendario degli accertamenti
La Procura per i minorenni del Tribunale di Trieste, che ha competenza sul caso, ha già definito il calendario degli accertamenti tecnici irripetibili, indispensabili per ricostruire con precisione la dinamica e i tempi del delitto. Martedì 23 giugno, presso gli uffici dei carabinieri di Portogruaro, il medico legale Antonello Cirnelli riceverà l'incarico ufficiale per procedere alle verifiche preliminari, mentre il giorno successivo, mercoledì 24, è stata programmata una Tac total body sul corpo della professoressa. polesine24 +3
L'esame autoptico, che si svolgerà subito dopo, dovrà fornire risposte cruciali riguardo la compatibilità delle ferite con la lama utilizzata, un'arma che ad oggi non è stata ancora ritrovata nonostante le battute di perlustrazione nel canale Loncon dove il corpo era stato ripescato dopo giorni. corriere +3
La dinamica dell'aggressione e le lesioni riscontrate
Le prime ispezioni sulla salma hanno già restituito un quadro di eccezionale violenza, confermando che l'aggressione è stata caratterizzata da decine di colpi inferti con una lama, concentrati in particolare su collo, torace e volto; a queste ferite si aggiungono poi segni di bruciature, la cui origine e rilevanza dovranno essere chiarite dall'esame autoptico.
È proprio l'autopsia, programmata per mercoledì 24, a rappresentare il passaggio fondamentale per stabilire con esattezza la sequenza temporale degli eventi, la posizione dell'assassino e della vittima al momento dell'attacco, nonché per verificare se le lesioni siano compatibili con un'unica arma o se siano state inferte con strumenti differenti. Gli inquirenti sperano che questi accertamenti possano anche far luce sul movente, confermando o smentendo le ipotesi relative ai dissidi familiari che il ragazzo avrebbe più volte rimproverato alla zia durante gli ultimi anni. raiplay +3
Il contesto familiare: dissidi ereditari e scelte assistenziali
Le indagini, condotte dai carabinieri di Portogruaro sotto il coordinamento della magistratura minorile, si stanno quindi concentrando sulle dinamiche interne a una famiglia che, pur vivendo in spazi separati all'interno della stessa tenuta, condivideva la gestione di un patrimonio considerevole e, soprattutto, la responsabilità dei genitori anziani.
Il rimprovero al nipote, che secondo alcune testimonianze avrebbe rappresentato l'ultimo episodio di una lunga scia di tensioni, riguardava proprio la scelta di tenere i nonni in una casa di riposo, una decisione che la professoressa Guerra avrebbe sostenuto mentre il ragazzo, e probabilmente altri familiari, avrebbero preferito soluzioni diverse.
Questa divergenza di vedute, prolungatasi per anni, si sarebbe sommata ad altre incomprensioni di natura economica e logistica relative alla manutenzione e alla destinazione degli immobili di famiglia, creando un clima di insofferenza reciproca che le indagini cercano ora di ricostruire nei minimi dettagli. ilgazzettino +3




