Sciopero nazionale nelle ferrovie e trasporti pubblici: disagi e proteste

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il prossimo 6 maggio, le lavoratrici e i lavoratori delle ferrovie incroceranno le braccia per otto ore in uno sciopero nazionale, proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. La protesta, annunciata in una nota congiunta, nasce dalla mancata risoluzione delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro (ccnl) per le attività ferroviarie, scaduto il 31 dicembre 2023. Nonostante sedici mesi di negoziati e alcuni progressi registrati nei quattro incontri successivi all’apertura delle procedure di raffreddamento, le distanze tra le parti rimangono significative. I sindacati sottolineano la necessità di un accordo che risponda alle loro richieste, ritenute essenziali per garantire condizioni lavorative adeguate.

Intanto, i disagi si fanno sentire anche nei trasporti pubblici urbani. A Milano, Atm ha comunicato che, dopo le 18, le linee metropolitane M2, M3, M4 ed M5 restano operative, mentre la M1 è attiva solo su due tratti: tra Bisceglie e San Babila e tra QT8 e San Babila. L’azienda ha invitato gli utenti a considerare tempi di attesa più lunghi per tram, bus e filobus, a causa dello sciopero indetto da Cub Trasporti, Sgb, Cobas Lavoro privato e Adl Cobas. La protesta, che a Milano si svolge in due fasce orarie – dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio – ha creato non pochi problemi ai pendolari, costretti a riorganizzare i propri spostamenti.

A Venezia, invece, lo sciopero ha registrato un’adesione del 68,7% tra il personale addetto alla navigazione, con vaporetti e traghetti fermati, mentre per il trasporto su gomma (bus) la partecipazione è stata del 56,7%. L’Actv, l’azienda municipalizzata del trasporto pubblico, ha reso noti i dati, evidenziando l’impatto significativo della protesta. Le sigle sindacali Adl Cobas, Sgb, Cub Trasporti e Cobas Lavoro Privato, che hanno proclamato lo sciopero, non hanno partecipato alla trattativa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, conclusasi ieri con la firma del rinnovo contrattuale da parte di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro.

A Torino, l’adesione allo sciopero del trasporto pubblico è stata più marcata nel pomeriggio, con il 43,8% degli autisti che hanno aderito alla protesta, mentre la media complessiva dei dipendenti si è attestata al 20,8%. Secondo la Cub, però, la partecipazione ha superato il 50%. La metropolitana, nonostante tutto, ha funzionato regolarmente fino alle 18, anche al di fuori delle fasce di garanzia. La protesta, organizzata dai sindacati Adi, Cobasm, Sgb e Cub, ha messo in luce le tensioni legate al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, con disagi che hanno interessato migliaia di cittadini.

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