Sanità Lazio, al via gli Stati generali con Schillaci e Rocca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle maestose Corsie Sistine del Complesso di Santo Spirito in Sassia, prende il via un confronto articolato in due giorni, voluto dalla Regione Lazio, che riunisce oltre settecento partecipanti tra istituzioni, professionisti sanitari, accademici e rappresentanti delle associazioni dei pazienti. L’obiettivo dichiarato, come emerso durante la sessione inaugurale, è quello di tracciare le linee guida per la programmazione del servizio sanitario regionale dei prossimi anni, fondando il lavoro su un principio di ascolto e condivisione che coinvolga tutte le componenti in gioco. All’apertura dei lavori, ai quali hanno preso parte i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere, sono intervenuti il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, sottolineando con la loro presenza il carattere nazionale di un appuntamento che mira a ridisegnare un settore cruciale per la vita dei cittadini.

Le critiche di D'Amato e la questione liste d'attesa

Mentre le autorità discutevano di ridefinire obiettivi e priorità, non sono mancate voci critiche che hanno messo in luce alcune criticità operative. L’assessore alla Sanità del precedente governo regionale, Alessio D’Amato, ha espresso un giudizio severo sulla gestione delle liste d’attesa, definendo “un arrampicarsi sugli specchi” la posizione dell’attuale presidente. “Rocca conferma che attualmente l’ambito di garanzia è regionale”, ha osservato D’Amato, aggiungendo come questa impostazione generi “un numero enorme di rinunce” poiché le prestazioni vengono spesso proposte a decine di chilometri di distanza dal domicilio del cittadino. Una dinamica, questa, che secondo l’ex assessore farebbe scomparire “magicamente” le richieste dal denominatore dei calcoli, contribuendo artificialmente a far risultare dei tempi di attesa complessivamente più bassi di quanto non siano nella realtà percepita dagli utenti.

I temi al centro del dibattito

Il confronto negli Stati Generali si è concentrato su alcuni snodi fondamentali per il futuro del sistema, a cominciare dal ruolo di Roma, considerato un polo di attrazione sanitaria di importanza capitale, non solo per il Lazio ma per l’intero Centro-Sud. Altro tema cardine, emerso con forza, è la necessità di rafforzare l’integrazione tra la rete ospedaliera e la medicina del territorio, un passaggio ritenuto indispensabile per garantire una risposta efficace e tempestiva ai bisogni di salute, potenziando al contempo i servizi di prossimità e la rete dei professionisti che vi operano. Si tratta di un’operazione complessa, che richiede non solo una visione chiara ma anche investimenti mirati, come quelli annunciati dalla Regione per far fronte a una domanda sempre più articolata.

La posizione sull'intramoenia

Nel merito degli strumenti per abbattere le liste, è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, che ha espresso una posizione netta in merito all’intramoenia. “L'intramoenia è uno degli strumenti che abbiamo dal 1999 per abbattere le liste d'attesa del Servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato, precisando di essere a favore di questa modalità che consente ai medici di erogare prestazioni a pagamento all’interno delle strutture pubbliche a tariffe calmierate. La condizione posta, tuttavia, è chiara e non negoziabile: lo strumento è ritenuto accettabile e utile solamente “purché vengano rispettate le regole”, un monito che sembra voler richiamare all’ordine e alla correttezza in un ambito delicato, dove gli interessi pubblici e privati devono trovare un equilibrio trasparente e funzionale all’efficienza del servizio.

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