Edoardo Bove e il defibrillatore: tra speranze e dubbi per il futuro
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Redazione Sport
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Edoardo Bove, centrocampista della Fiorentina, non ha ancora certezze sul suo futuro calcistico dopo il malore che lo ha colpito lo scorso 1 dicembre durante la partita contro l’Inter al Franchi. Quel giorno, il buio è sceso improvviso, lasciandolo con un defibrillatore impiantato e una domanda che ancora oggi non ha risposta: potrà mai tornare a giocare in Serie A?
In un’intervista rilasciata durante una puntata del podcast “Passa dal BSMT”, condotto da Gianluca Gazzoli, Bove ha raccontato i momenti precedenti e successivi al malore, descrivendo con lucidità i dettagli di un’esperienza che ha segnato la sua vita. “Non ricordo molto di quei momenti”, ha ammesso, “ma so che in ambulanza ho avuto dei ‘morsi’, come li chiamo io, che mi hanno fatto capire che qualcosa di grave stava accadendo”.
Il defibrillatore, impiantato per garantire la sua sicurezza, è diventato un compagno quotidiano, ma anche un ostacolo per il suo ritorno in campo. “Mi hanno spiegato che la batteria va cambiata ogni otto anni, e che è un dispositivo di cui diventi dipendente”, ha rivelato Bove. “Adesso devo fare i dorsali a destra per pareggiare… è un argomento che sto ancora approfondendo”.
La legge italiana, infatti, non permette di praticare sport agonistici con un defibrillatore impiantato, una normativa che Bove definisce “non medica, ma legislativa”. All’estero, alcuni Paesi consentono invece agli atleti di continuare a giocare, una possibilità che il centrocampista sta valutando con attenzione. “Farò visite importanti per capire se potrò toglierlo e, in caso, cosa dovrò fare”, ha spiegato, lasciando intendere che il suo obiettivo è tornare a calcare i campi da gioco, anche se ciò dovesse significare prendere strade diverse.
Durante l’intervista, Bove ha anche ricordato Davide Astori, il capitano della Fiorentina scomparso nel 2018, con cui ha instaurato un legame ideale. “In tanti alla Fiorentina mi dicono: da lassù Astori ha voluto farti restare qui”, ha raccontato. “Voglio pensare che Davide, da lassù, mi abbia fatto restare qui”. Un riferimento che non è solo un tributo alla memoria del compagno, ma anche un modo per trovare un senso a ciò che è accaduto, in un momento in cui la ragione fatica a dare risposte.
Il futuro di Bove, dunque, è ancora incerto. Le visite mediche che affronterà nei prossimi mesi saranno decisive per capire se potrà continuare la sua carriera in Italia o se dovrà valutare alternative all’estero. Quel che è certo è che il centrocampista non vuole rinunciare al calcio, una passione che continua a bruciare dentro di lui, nonostante le difficoltà e i dubbi che lo accompagnano.




