Milano Fashion Week: tra Gucci e Alberta Ferretti, il futuro della bellezza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si apre con un’atmosfera carica di aspettative la Milano Fashion Week Autunno/Inverno 2025-26, che quest’anno si distingue per un calendario ampliato, ma non perde il suo tradizionale incipit. A dare il via alle sfilate è Gucci, protagonista di un’edizione che sembra voler guardare al passato per tracciare il futuro. La maison, dopo l’addio di Sabato De Sarno – il cui mandato, iniziato nel gennaio 2023, si è concluso bruscamente lo scorso febbraio – affida la sua collezione al team creativo interno. La sfilata, ospitata al Superstudio Maxi di via Moncucco, omaggia il fondatore Guccio Gucci con una scenografia immersa nel verde e una passerella a forma di doppia G, simbolo indiscusso del brand.
I look beauty, che accompagnano gli abiti in passerella, raccontano storie precise, anticipando tendenze destinate a influenzare il prossimo inverno. Julia Garner, ospite d’onore per Gucci, sfoggia un’acconciatura impreziosita da un foulard a stampa Flora, uno dei motivi più iconici del marchio. Il trucco, invece, punta tutto sullo sguardo, con ciglia iperdefinite e lunghe, che conferiscono un’aura magnetica.
Dall’altro lato del panorama fashion, Alberta Ferretti propone un’estetica che richiama le onde botticelliane, con acconciature fluide e make-up delicati, quasi eterei. Un contrasto netto rispetto al look rock ‘n’ roll scelto da Chiara Ferragni per Dsquared2. L’influencer, reduce da un periodo complesso, torna in passerella con uno smokey eyes intenso e un raccolto tiratissimo, che i fan hanno già ribattezzato “revenge Chiara”.
La settimana della moda milanese si conferma, dunque, non solo un palcoscenico per le collezioni, ma anche un laboratorio di idee per il beauty. Ogni dettaglio, dalle acconciature ai trucchi, contribuisce a definire un’estetica coerente con il messaggio dei brand, senza mai scadere nel banale.
Intanto, mentre le passerelle accendono i riflettori su Milano, il mondo della moda riflette su un anno di cambiamenti e transizioni. Gucci, in particolare, sembra voler riappropriarsi dei suoi codici storici, cercando un equilibrio tra tradizione e innovazione. La sfilata, priva di un direttore creativo, rappresenta una sorta di ritorno alle origini, con il team interno che raccoglie l’eredità di un marchio che ha segnato la storia della moda italiana.




