Claudio Bisio al Quirinale punge Sorrentino sul caso Minetti e lancia una proposta concreta per il cinema

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’atmosfera, solitamente improntata a un cerimoniale rigido e misurato, si è scongelata in un attimo quando Claudio Bisio ha preso la parola nel salone dei Corazzieri.

L’attore e comico, chiamato a presentare i candidati ai David di Donatello davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha infatti utilizzato la sua “fama di gaffeur” come pretesto per infrangere ogni regola non scritta del protocollo.

Consapevole del terreno minato su cui si accingeva a camminare, Bisio ha rivelato di aver ricevuto una lista dettagliata di argomenti da evitare, salvo poi ammettere l’esistenza di un’eccezione a cui non poteva proprio rinunciare, un film che ha raccolto ben quattordici candidature e che, per l’appunto, porta la firma di Paolo Sorrentino. ilfattoquotidiano +3

La stoccata sul film "La Grazia" e il riferimento al caso Minetti

Proprio quando il silenzio sembrava farsi più teso, Bisio ha pronunciato il titolo “La Grazia” – come raccontano le cronache – quasi sottovoce, forse per non turbare la sensibilità di qualche animo presente.

Rivolgendosi direttamente al regista partenopeo, gli ha rivolto una domanda che mescolava abilmente l’assurdo alla battuta giornalistica: se fosse stato lui a suggerire l’inchiesta giornalistica legata al caso Minetti pur di far parlare del proprio lavoro.

L’allusione al provvedimento di clemenza che ha interessato l’ex consigliera regionale, finita al centro di un vivace dibattito politico e mediatico, era talmente trasparente da risultare irresistibile.

La battuta, consegnata con un registro leggero ma mai volgare, ha funzionato come un ago che buca una tensione palpabile; ne è la prova il fatto che Bisio si sia affrettato a precisare di non credere affatto a quella suggestione, quasi per tamponare subito la lieve ferita inferta alla solennità dell’evento. ilsole24ore +3

Siparietto con Mattarella: il cerimoniale "disorientato"

Non è mancato, in quella che ormai è diventata una consuetudine nei grandi eventi istituzionali legati al cinema italiano, un rapido botta e risposta con il Capo dello Stato.

Bisio, ricordando le riprese del film “Benvenuto Presidente!” – pellicola in cui interpretava un cittadino qualunque catapultato per scherzo del destino al Colle – ha chiesto a Mattarella scusa per il disordine eventualmente lasciato sul set.

La risposta di Mattarella, secca e ironica, ha spiazzato anche i più attenti osservatori del cerimoniale: "Era tutto in ordine" ha assicurato il presidente, per poi aggiungere che "solo il cerimoniale era un po' disorientato".

Una chiosa, quella presidenziale, che ha legittimato l’intera operazione di Bisio permettendogli di proseguire senza timori di sgarbo. lespresso +3

La proposta seria: accorciare i film di dieci minuti

Tuttavia, se le cronache si sono concentrate prevalentemente sulle frecciate a Sorrentino e sull’ironia legata al caso Minetti, sarebbe riduttivo fermarsi lì. Bisio ha infatti abbandonato il tono scherzoso per illustrare quella che ha definito una “piccola proposta semplice e concreta”.

Ha descritto la routine delle proiezioni private: quando un film è finito e gli addetti ai lavori si stringono nell’ansia dell’ultimo giudizio, c’è sempre qualcuno che rompe il silenzio con la fatidica frase “certo che con dieci minuti in meno sarebbe stato perfetto”.

La proposta, consegnata con la serietà di chi conosce i meccanismi produttivi dal di dentro, mira a eliminare questo tormentone ricorrente. Accorciare obbligatoriamente le pellicole di quei famosi dieci minuti, suggerisce l’attore, non solo renderebbe i film più scorrevoli, ma chiuderebbe la bocca a chi cerca sempre quel difetto formale.

È un’idea che, al netto della provocazione, tocca un nervo scoperto della narrazione cinematografica contemporanea, spesso vittima di una durata eccessiva che ne appesantisce la visione. libero +3

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