Gaza, raid israeliano su Khan Younis: la notte di fuoco che ha ucciso decine di civili
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Redazione Esteri
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Le immagini che arrivano da Khan Younis, città già devastata da mesi di conflitto, mostrano cumuli di macerie e tende di sfollati ridotte a brandelli. Nella notte tra mercoledì e giovedì, i bombardamenti israeliani hanno colpito duramente il sud della Striscia di Gaza, uccidendo almeno 23 persone, secondo le autorità sanitarie locali. Tra le vittime, una famiglia intera – dieci persone – annientata da un singolo attacco: cinque bambini, quattro donne e un uomo, tutti ricoverati all’ospedale Nasser con ferite gravissime, principalmente ustioni.
I numeri, però, potrebbero essere ben più alti. Fonti legate a Hamas parlano di almeno 40 morti nell’arco della giornata, mentre i soccorritori continuano a setacciare le zone colpite. Mahmoud Bassal, portavoce della Protezione civile, ha confermato che 16 civili, in maggioranza donne e minori, sono stati uccisi in un raid su un campo profughi a Khan Younis. Altri due, un padre e il figlio, sono morti sotto il crollo della loro tenda vicino ad Al-Mawassi, area teoricamente considerata "sicura".
Al nord, l’ospedale indonesiano ha registrato l’arrivo di tredici corpi, tra cui nove bambini, dopo una serie di incursioni aeree. L’esercito israeliano, che non ha rilasciato dichiarazioni sugli episodi specifici, ha intensificato le operazioni militari nelle ultime ore, mentre al Cairo i negoziati per una tregua sembrano arenarsi. Khalil al-Hayya, capo negoziatore di Hamas, ha ribadito che il gruppo "non accetterà accordi parziali", definendoli una "copertura" per le manovre politiche del premier Benyamin Netanyahu. "L’unica opzione è un cessate il fuoco permanente", ha aggiunto, chiudendo ogni spazio a mediazioni graduali.




