Box office di Natale, Zalone e Avatar battono ogni record
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il weekend natalizio, un periodo tradizionalmente cruciale per il settore dello spettacolo, ha confermato la sua vitalità registrando performance eccezionali su entrambe le sponde dell’Atlantico. Come analizzato nell’ultimo appuntamento del podcast Cineguru da Davide Dellacasa e Andrea Francesco Berni, il mercato si è rivelato capace di ospitare e far prosperare titoli di genere profondamente diverso, dai colossal fantascientifici alle commedie italiane, in una competizione che, lungi dall’essere uno scontro frontale, ha alimentato un afflusso generalizzato di pubblico. Quelli che si sono rivelati, in sostanza, non sono stati semplici numeri da botteghino ma i segnali di una ripresa che, seppur ancora lontana dai fasti del periodo precedente la pandemia, mostra una direzione incoraggiante, fondata su una programmazione variegata e su prodotti in grado di attirare gli spettatori nelle sale.
Il dominio di Avatar negli Stati Uniti
Oltreoceano, il quadro è stato dominato dalla terza fatica della saga diretta da James Cameron, “Avatar: Fuoco e Cenere”, la quale, con i suoi effetti visivi mozzafiato e una narrazione epica, ha mantenuto saldamente la vetta della classifica. La pellicola, il cui costo di realizzazione si aggira intorno ai 400 milioni di dollari, ha consolidato il proprio successo internazionale, accumulando già 542,7 milioni di dollari di incassi al di fuori del territorio statunitense. Non si è trattato, tuttavia, di una vittoria solitaria: il weekend compreso tra il 26 e il 28 dicembre, chiusosi con un aggregato di 177,2 milioni di dollari, ha visto emergere con forza anche la cosiddetta controprogrammazione. Tra esse, spicca il gran debutto di “Marty Supreme”, pellicola che ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel panorama affollato delle festività, contribuendo a quei 177,2 milioni di dollari totali che hanno spinto il botteghino annuale statunitense a sfiorare gli 8,763 miliardi, con un incremento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il trionfo di Zalone nel mercato italiano
In Italia, invece, la scena è stata monopolizzata dall’atteso ritorno di Checco Zalone con “Buen Camino”, il cui esordio ha prodotto numeri straordinari fin dal primo giorno di programmazione, coinciso con il giorno di Natale. Nei quattro giorni del lungo weekend festivo, il film ha infatti raccolto 26,87 milioni di euro, trascinando nelle sale più di tre milioni di spettatori. Un risultato che, come sottolineano gli analisti, supera persino gli incassi dei primi giorni delle pellicole precedenti del comico, ovvero “Tolo Tolo” e “Quo vado?”, segnando così un nuovo record personale per l’interprete. Anche nel nostro Paese, d’altronde, il successo del Titolo di punta non ha soffocato le altre proposte: film come “Norimberga” hanno dimostrato come esista un pubblico desideroso di alternative, arricchendo un’offerta che quest’anno si è rivelata particolarmente ampia e capace di soddisfare palati diversi.
Un quadro generale in chiaroscuro
La fotografia complessiva che emerge dall’analisi dei dati, pertanto, è quella di un’industria che, pur navigando ancora in acque non completamente tranquille, ha saputo cogliere l’opportunità delle festività per dimostrare la propria resilienza. La simultanea forza di titoli blockbuster e di pellicole di nicchia indica una domanda di cinema viva e articolata, mentre il confronto con i livelli pre-pandemici del 2019 rimane un punto di riferimento lontano, ma non più irraggiungibile. Il weekend natalizio, insomma, ha fornito una risposta concreta, fatta di code alle biglietterie e sale affollate, alle tante incertezze che hanno caratterizzato un anno complesso per il settore, lasciando intravedere una traccia di ottimismo per i mesi a venire.




