Stellantis e Dongfeng, un miliardo per fare Jeep e Peugeot in Cina (e poi esportarle)
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Redazione Economia
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L’asse tra Stellantis e il colosso cinese Dongfeng, già consolidato da una joint venture trentennale, si è appena fatto più solido: un miliardo di dollari – questa la cifra che circola nei documenti dell’intesa – servirà a rilanciare la produzione di modelli Peugeot e Jeep direttamente a Wuhan, nell’impianto gestito dalla Dpca, la Dongfeng Peugeot Citroën Automobile. L’accordo, firmato dal gruppo guidato da Antonio Filosa, non si limita però al solo mercato locale, dove la domanda di elettriche resta trainante; l’operazione prevede infatti che una parte consistente di quei SUV e berline venga esportata anche in Europa, un’inversione di rotta che ridisegna i flussi logistici tradizionali. Alle spalle di questa mossa, una nota a margine: il memorandum d’intesa, per ora non vincolante, lascia aperta la porta ad altre forme di collaborazione industriale, senza però specificare quali tecnologie o piattaforme potrebbero essere coinvolte in futuro.
L’economista Zirpoli: «Troppi utili in dividendi, ora servono investimenti veri»
Francesco Zirpoli, economista alla Ca’ Foscari di Venezia, non nasconde una lettura ambivalente dell’operazione. «È in parte fisiologica ma anche preoccupante», commenta il docente, che osserva come i costruttori europei abbiano a lungo sottoinvestito nella transizione elettrica, preferendo distribuire profitti agli azionisti. Il gap tecnologico con Pechino, a suo avviso, si potrebbe ancora colmare – a patto di smettere di “picconare” il Green Deal e di puntare con decisione sull’elettrico. La notizia che Stellantis produrrà in Cina modelli destinati anche al Vecchio Continente, insomma, non lo ha stupito: era un esito quasi scontato, visto che nessuna casa occidentale può più ignorare il controllo cinese su materie prime, batterie e catene di fornitura.
Un miliardo per la Dpca, mentre l’Italia resta ai margini
L’operazione – che di fatto espande la joint venture preesistente – arriva a sei giorni dall’Investor Day del 21 maggio, quando Filosa presenterà il piano di rilancio ad Auburn Hills, nel Michigan. La scelta della location americana, già di per sé indicativa, non fa che sottolineare una geografia industriale in cui l’Italia appare sempre più spettatrice. Nei fatti, il miliardo stanziato per Wuhan non riguarda nessuno stabilimento italiano; e l’export verso l’Europa di Jeep e Peugeot made in Cina rischia di comprimere ulteriormente i volumi degli stabilimenti nostrani, già in difficoltà sui modelli a bassa marginalità. A Piazza Affari, intanto, brilla Technoprobe (+32% dopo conti oltre le attese), mentre Stellantis sceglie la via della razionalizzazione globale senza particolari contraccolpi in Borsa.
Dalla Cina all’Europa, la nuova rotta delle Jeep elettriche
Quattro nuovi modelli a batteria, secondo le prime indiscrezioni, saranno trasferiti sulla piattaforma cinese della Dpca. L’intesa con Dongfeng – che ha già firmato un memorandum per valutare ulteriori aree di collaborazione – non prevede al momento impegni definitivi su volumi o tempistiche, ma il messaggio è chiaro: Stellantis rincorre la Cina dove si concentrano le economie di scala sull’elettrico, e il mercato unico europeo deve fare i conti con una concorrenza interna inusuale. Nessun dettaglio sulle reazioni sindacali o politiche, né su eventuali contromisure; solo il dato industriale, crudo e pesante: un miliardo di dollari, due marchi storici, un partner cinese e un’Europa che diventa mercato di destinazione anziché di produzione.




