Exor rilancia sulla Juventus: nuovo aumento da 250 milioni e il conto degli ultimi 30 anni
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Redazione Salute
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La Juventus ha chiuso il bilancio 2025/26 con una perdita di 66 milioni di euro, il nono esercizio consecutivo in rosso, e il consiglio di amministrazione ha deciso di sottoporre all'assemblea degli azionisti del prossimo 3 novembre la proposta di un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Exor, azionista di maggioranza del club con il 65,4% del capitale, ha già manifestato la propria disponibilità a sottoscrivere la quota di spettanza, fino a circa 164 milioni di euro, oltre ad avere anticipato 60 milioni in conto futuro aumento di capitale.
Un rosso che si allarga, ricavi in calo
La perdita è in peggioramento rispetto ai 58,1 milioni dell'esercizio precedente, anche se resta lontana dai 199,2 milioni del 2023/24. I ricavi e proventi si sono attestati a 474,7 milioni di euro, in calo del 10,4% rispetto ai 529,6 milioni del 2024/25.
Sul calo hanno pesato soprattutto i minori proventi dalla gestione dei diritti dei calciatori, pari a 51,9 milioni in meno, e la riduzione dei diritti audiovisivi e proventi media, diminuiti di 31,9 milioni: su quest'ultima voce ha inciso in particolare il venir meno dei 27 milioni incassati l'anno prima per la partecipazione alla FIFA Club World Cup. In controtendenza, le sponsorizzazioni e la pubblicità sono cresciute di 20,3 milioni, grazie all'entrata a regime degli accordi con Stellantis Europe e Visit Detroit.
L'indebitamento finanziario netto post Ifrs 16 è salito a 331,1 milioni, contro i 280,2 milioni del 30 giugno 2025, per effetto soprattutto degli esborsi netti per le campagne trasferimenti, pari a 102,4 milioni, e degli investimenti per 35,2 milioni, tra cui i 23 milioni per l'acquisto dell'immobile del J|hotel.
Il conto del sostegno Exor dal 2007 a oggi
L'intervento annunciato si inserisce in una lunga serie di ricapitalizzazioni che hanno accompagnato la storia recente del club. Guardando soltanto agli aumenti di capitale completati dal 2007 a oggi, la Juventus ha ricevuto complessivamente circa 1,22 miliardi di euro, una cifra che salirebbe a circa 1,47 miliardi qualora la nuova delega da 250 milioni fosse utilizzata integralmente.
Il ruolo di Exor è stato centrale soprattutto nelle operazioni più recenti: tra il 2019 e il 2025 la holding ha investito circa 638 milioni di euro negli aumenti di capitale del club, a cui si aggiungono i 62,9 milioni versati da IFIL nel 2007 e almeno 72 milioni relativi alla quota ordinaria dell'aumento del 2011. Considerando questi interventi, il sostegno della controllante attraverso le sole ricapitalizzazioni arriva già a circa 773 milioni di euro dal 2007, senza contare gli ulteriori 5,6 milioni investiti nel 2012 attraverso l'acquisto e l'esercizio di diritti di opzione.
Chi sono gli altri soci chiamati a versare
Se tutti gli azionisti sottoscrivessero pro quota, dei 250 milioni complessivi circa 164 milioni arriverebbero da Exor, 28,8 milioni da Tether, 15,5 milioni da Lindsell Train e circa 42,3 milioni dal flottante presente in Borsa. La vera partita riguarda dunque circa 86,6 milioni di euro: è questa la cifra che, in caso di sottoscrizione integrale pro quota da parte di tutti, dovrebbe arrivare dagli azionisti diversi da Exor. Tether, secondo azionista con l'11,527% del capitale, è una società attiva nel settore degli asset digitali e nell'emissione della stablecoin USDT.
Nell'ultimo aumento di capitale aveva sottoscritto circa 11 milioni di euro, mantenendo la propria quota, e già nell'aprile 2025 aveva pubblicamente dichiarato la propria disponibilità a partecipare a eventuali future iniezioni di capitale proprio per evitare la diluizione della propria posizione.
Lindsell Train, terzo socio con il 6,2%, è una società britannica di gestione degli investimenti fondata nel 2000 da Michael Lindsell e Nick Train: la sua partecipazione si è progressivamente ridotta negli ultimi anni, essendo arrivata a detenere oltre l'11% prima di scendere ai livelli attuali.
Il titolo ai minimi da oltre dieci anni
La reazione del mercato è stata severa. Il titolo Juventus ha chiuso la seduta del 30 settembre a 1,70 euro per azione, in calo dell'8,85% rispetto alla chiusura precedente, tornando su livelli che non si vedevano da oltre dieci anni, con una capitalizzazione di mercato a quota 777 milioni di euro. Nel corso della giornata le azioni sono arrivate a perdere oltre il 15%, toccando un minimo intraday di 1,58 euro, prima di recuperare parzialmente terreno.
Considerando la serie storica rettificata, che tiene conto delle successive operazioni sul capitale compreso il raggruppamento azionario effettuato nel 2024, per trovare una chiusura inferiore a questa soglia bisogna risalire al 15 luglio 2016.
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