Real Madrid e A22 vincono a Madrid: "Uefa ha abusato della sua posizione"
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Redazione Sport
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Il Tribunale di Madrid, in una sentenza che riecheggia i principi già espressi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha stabilito che la Uefa, nel tentativo di soffocare sul nascere il progetto della Superlega nel 2021, ha concretamente “abusato della propria posizione dominante”. I giudici, i quali hanno rigettato i ricorsi presentati dall'organismo continentale e dalle federazioni spagnole, hanno scritto nero su bianco che furono imposte restrizioni “ingiustificate e sproporzionate”, con l’evidente obiettivo di ostacolare la libera concorrenza e impedire la creazione di una competizione alternativa a quelle esistenti. Una vittoria legale, questa, che non giunge inaspettata ma che segna un punto di non ritorno nello scontro, per nulla sopito, tra il vecchio establishment calcistico e i propugnatori di una rivoluzione dell’assetto del calcio continentale.
Le reazioni dei promotori: dalla richiesta dei danni alla condanna del monopolio
Il Real Madrid, club capofila dell’intera operazione, non ha tardato a reclamare i propri diritti, annunciando, attraverso un comunicato ufficiale, che “chiederemo i danni” per un comportamento ritenuto illegittimo. A questa presa di posizione si è immediatamente allineata A22 Sports Management, la società che coordina il progetto e che, dopo il naufragio del primo tentativo, ne sta curando la rinascita in una forma apparentemente più aperta. Bernd Reichart, amministratore delegato della società, ha affermato che “A22 ha accolto con favore la decisione dell'Audiencia Provincial”, definendola “un'altra sentenza decisiva”. Reichart, il quale ha parlato di “anni di procedimenti legali”, ha aggiunto che la Uefa “non può più ignorare le decisioni vincolanti dei tribunali”, accusandola di aver causato, abusando del proprio monopolio, “danni sostanziali a numerosi club, giocatori e altre parti interessate in tutta Europa”.
La replica della Uefa e il ricorso alla Corte Suprema
Dal quartier generale di Nyon, nonostante la sconfitta in primo grado, è già partita la controffensiva legale. L’organismo di governo del calcio europeo, infatti, ha reso noto che presenterà ricorso alla Corte Suprema di Spagna, dando così avvio a una nuova, probabile, lunga fase della battaglia giudiziaria. Si prevedono, com’è ovvio, tempi piuttosto dilatati prima che la massima corte si pronunci, ma dall’ambiente della Uefa filtra, nonostante tutto, una certa tranquillità. La ragione di questo relativo ottimismo risiederebbe nel fatto che il tribunale madrileno si è espresso sulle norme vigenti nel 2021, le quali, come viene sottolineato, sono state nel frattempo modificate e oggi sarebbero state riscritte in modo da aderire pienamente ai criteri di trasparenza, oggettività, non discriminazione e proporzionalità richiesti dalla giurisprudenza europea.
Un panorama in evoluzione tra sentenze passate e regolamenti presenti
La sentenza, sebbene si concentri su un quadro normativo ormai superato, rappresenta un precedente giuridico di notevole peso, il quale potrebbe influenzare future dispute. Essa, infatti, si allinea perfettamente alla sentenza del 2023 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che aveva a sua volta messo in discussione il modello autorizzativo della Uefa, giudicandolo potenzialmente incompatibile con le leggi sulla concorrenza. Questo doppio binario, tra le condanne per il passato e la difesa dell’attuale impianto regolatorio, delinea uno scenario complesso, dove le vittorie in tribunale dei promotori della Superlega devono fare i conti con un contesto operativo che, stando a quanto affermato dalla Uefa stessa, sarebbe già stato corretto per ovviare alle illegittimità riscontrate dai giudici.




