Disclosure Day, il nuovo Spielberg trappola per chi credeva negli alieni buoni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Era il 1982 quando un bambino in impermeabile rosso insegnò al mondo il potere dell’empatia extrasensoriale, pedalando verso un cielo dipinto di luna. Quarantaquattro anni dopo – e quasi venti dall’ultima incursione nel genere che lo ha reso celebre, se escludiamo quel cupo adattamento de "La guerra dei mondi" – Steven Spielberg rimette in scena il contatto, ma lo fa calandolo in una realtà che non crede più alle favole.
corriere
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"Disclosure Day", uscito nelle sale italiere in questi giorni, rappresenta il suo ritorno alla fantascienza più pura; eppure, a giudicare dal tono cupo della narrazione e dalla violenza paranoica che avvolge la vicenda, si direbbe che il regista abbia deciso di fare i conti con un’amara verità.
Forse, quel famoso "E.T." che tanto desiderava tornare a casa, una volta arrivato sul pianeta degli umani, avrebbe fatto meglio a non chiamare nessuno. repubblica +3
Una cospirazione senza volto, anzi con un nome: Wardex
Non ci sono più gli ingenui governi di una volta, quelli che nascondevano gli alieni nei hangar militari quasi per proteggerci, come ci aveva raccontato nel lontano 1977 con "Incontri ravvicinati". Questa volta il nemico – o forse sarebbe meglio dire il custode – ha il volto anonimo di una corporazione privata.
La Wardex, un’organizzazione ufologica non governativa che dal lontano 1947 studia (e sfrutta) la presenza aliena, diventa qui l’incarnazione del male moderno. badtaste +3
A capo di questa entità c’è Noah Scanlon, interpretato da Colin Firth, un uomo disposto a tutto pur di tenere nascosta la verità per quasi ottant’anni, trasformando la meraviglia spielberghiana in un incubo burocratico fatto di profitti e segreti di stato. badtaste +3
La differenza sostanziale con i film precedenti, come giustamente notano molti critici, sta proprio nella natura di questo "antagonista": non più un militare magari spaventato ma ben intenzionato, bensì un’entità che agisce al di sopra di ogni controllo democratico, una sorta di intelligenza artificiale gestionale che ha perso qualsiasi barlume di umanità. avvenire +3
Una meteorologa fuori controllo e un informatico in fuga
La scintilla che innesca il caos è rappresentata da Daniel Kellner (Josh O’Connor), un analista della cybersicurezza la cui coscienza – ispirata apertamente a personaggi come Edward Snowden – lo spinge a tradire i suoi superiori.
Lui, un genio della matematica alle prese con una dislessia che lo rende umano e fragile, fugge con un dispositivo che contiene prove inconfutabili di settantacinque anni di menzogne. avvenire +3
Al suo fianco, una ex suora diventata la sua fidanzata e una meteorologa di Kansas City, interpretata da un’intensa Emily Blunt, il cui corpo diventa involontariamente un ricetrasmettitore per una comunicazione aliena. taxidrivers +3
Quello che colpisce, in questo trittico di protagonisti, è la loro essenza di perdenti romantici: non sono eroi d’azione, ma persone comuni trascinate in una fuga disperata che attraversa l’America, inseguiti dagli scagnozzi della Wardex, in una sorta di "thriller della paranoia" che deve più alle atmosfere degli anni Settanta che ai blockbuster contemporanei. corriere +3
Il realismo amaro di Spielberg e l’assenza di ottimismo
Se nel celebre film del 1982 lo stesso regista sembrava volerci convincere che "non si è soli" fosse una bellissima notizia, qui la prospettiva cambia radicalmente. Lo stesso Spielberg, in occasione della premiere londinese, ha confessato che la sua visione si è fatta "più realistica".
Addio all’ottimismo fanciullesco: il regista sembra dirci che, semmai gli alieni dovessero arrivare, li useremmo per farci la guerra tra di noi o per arricchirci sulle loro spoglie. bergamonews +3
L’abbandono del lieto fine, o almeno della sua versione ingenua, è testimoniato anche dalle prime proiezioni: il film mostra i governi incapaci di gestire la verità e le corporazioni pronte a uccidere per proteggere i propri affari, con una scena di tortura delle povere creature aliene che ha fatto rabbrividire molti spettatori.
Non si tratta più di scoprire l’esistenza di un "fratello maggiore" nello spazio, ma di prendere atto che siamo prigionieri di una menzogna costruita su cadaveri extraterrestri e dossier scottanti. huffingtonpost +3
Una boccata d’aria fresca, se vogliamo, in un cinema estivo dominato da supereroi; ma anche un pugno nello stomaco per chi, come me, aveva conservato il ricordo di quella bicicletta che volava davanti alla luna. bergamonews +3




