Mondiali canottaggio 2026: Lodo-Codato bronzo nel due senza, la Nuova Zelanda domina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima medaglia per l'Italia ai Campionati Mondiali Assoluti di canottaggio 2026 arriva da una delle specialità più nobili e tradizionalmente faticose, il due senza maschile, dove l'equipaggio composto da Matteo Lodo, in forza alle Fiamme Gialle, e Giovanni Codato, tesserato per le Fiamme Oro e per la SC Gaviate, è salito sul gradino più basso del podio nella giornata di apertura delle finali olimpiche sul bacino del Bosbaan ad Amsterdam, una vittoria che porta la firma di un’interpretazione di gara solida e paziente, capace di resistere alle avversità di un pomeriggio olandese reso

Complicato da un meteo particolarmente inclemente.

Una finale segnata dal meteo e dal rinvio

Le condizioni atmosferiche, con vento variabile e raffiche improvvise alternate a pioggia battente, hanno costretto gli organizzatori a rivedere il programma e a posticipare l'inizio delle batterie di circa un'ora e mezza, un ritardo che si è ulteriormente accumulato quando un temporale ha imposto una lunga sospensione delle regate, portando la conclusione della sessione con due ore di slittamento rispetto agli orari previsti; nonostante queste difficoltà, che avevano già indotto la direzione di gara a riallocare le corsie delle finali per salvaguardare il più possibile il ranking stabilito

Nelle semifinali, l’equipaggio azzurro non ha perso la concentrazione, riuscendo a esprimere la propria competitività nei 2000 metri del percorso.

La corsa e il dominio neozelandese

La gara del due senza maschile ha visto fin dai primi colpi di remo il dominio incontrastato della Nuova Zelanda, con l'equipaggio composto da Oliver Welch e Benjamin Taylor capace di prendere immediatamente il comando e di mantenere un vantaggio costante fino al traguardo, fermando il cronometro sul tempo di 6 minuti, 16 secondi e 62 centesimi, una prestazione che lascia poco spazio alle avversarie e che regala ai neozelandesi il titolo iridato con autorità; alle loro spalle, la lotta per le restanti posizioni del podio si è accesa tra Australia e Italia, con gli azzurri che sono riusciti a

Tenere a bada il ritorno di Romania, Spagna e Lituania, assicurandosi il terzo posto e riportando il due senza maschile tricolore sul podio mondiale a distanza di nove anni dall'ultima volta in cui era accaduto.

Gli altri risultati azzurri tra delusione e prospettive

La giornata di finali, pur portando l’unica gioia del bronzo di Lodo e Codato, ha visto impegnati altri due equipaggi italiani nelle gare per le medaglie, senza però riuscire a bissare il risultato: nel due senza femminile, l'imbarcazione composta da Meriano e Codato ha chiuso al quarto posto, mancando il podio per un soffio in una finale combattuta, mentre nel doppio femminile l'equipaggio formato da Gnatta e Guerra ha concluso al sesto posto, al termine di una prova che non ha permesso di inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice; per il paracanottaggio, invece, si registra l’accesso

Alla finale di Perini nella categoria PR1, che terrà banco nelle prossime sessioni di gara, mantenendo viva la speranza di ulteriori piazzamenti per il movimento azzurro.

Il valore del bronzo in un contesto difficile

La medaglia conquistata da Lodo e Codato assume un significato particolare proprio per le condizioni in cui è stata ottenuta, con un vento costante e imprevedibile che metteva a dura prova l’equilibrio dell’imbarcazione e la pioggia che rendeva viscido il manico dei remi, richiedendo un adattamento continuo e una gestione mentale fuori dal comune da parte di entrambi gli atleti; il bronzo, che arriva al termine di una stagione di crescente maturazione per la coppia, rappresenta per il canottaggio italiano un segnale di vitalità in una specialità storica come il due senza, dove la forza fisica

E la sincronia perfetta tra i due rematori sono ingredienti indispensabili per competere ai massimi livelli, e apre prospettive interessanti in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, confermando che il movimento può contare su equipaggi competitivi anche nelle categorie olimpiche più impegnative.

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