Migranti trasferiti in Albania: il governo sfida la sentenza del tribunale di Roma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo italiano, attraverso il ministero dell'Interno, ha dato mandato all'Avvocatura di Stato di presentare ricorso contro la decisione del tribunale di Roma di non convalidare il trattenimento dei 12 migranti trasferiti nel centro di Gjader, in Albania, e successivamente riportati in Italia. La questione è esplosa venerdì scorso, quando i giudici della sezione immigrazione di Roma, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 4 ottobre, hanno stabilito che i Paesi di provenienza dei migranti, Egitto e Bangladesh, non possono essere considerati "sicuri".

Il tribunale di Roma aveva interpellato la Cassazione prima della sentenza della Corte di Giustizia Europea sui Paesi "sicuri", e ora il Viminale prepara il ricorso. Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno, ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato di agire contro l'ordinanza della giudice Albano. La diatriba tra magistratura e governo sui centri di permanenza per il rimpatrio in Albania non sembra vicina a placarsi, e l'approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto legge nella serata di lunedì 21 ottobre non ha risolto la questione.

La tensione tra magistratura e politica è culminata a seguito della decisione del tribunale di Roma di bloccare il trattenimento dei 12 migranti nel centro per i rimpatri in Albania. Tutti i togati del Consiglio Superiore della Magistratura, con l'eccezione della componente di centrodestra, hanno richiesto l'apertura di una pratica a tutela dell'indipendenza e dell'autonomia dei magistrati, mentre il governo ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del tribunale di Roma sul caso Albania.

In questo contesto di alta tensione, il dibattito si è ulteriormente acceso con le accuse reciproche tra magistratura e politica.

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