La Fiorentina trema, ma Fagioli la salva: ai supplementari passa lo Jagiellonia
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Redazione Sport
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La notte del Franchi doveva essere una semplice formalità, una passerella per certificare il passaggio del turno dopo il netto 3-0 dell'andata in Polonia, e invece si è trasformata in un thriller dagli esiti alterni che per novanta minuti ha rischiato di trasformarsi in una delle pagine più nere della storia europea dei viola. La Fiorentina di Paolo Vanoli, schieratasi con un 4-1-4-1 che lasciava presagire un approccio di gestione del vantaggio, è letteralmente implosa sotto i colpi di un diciassettenne, quel Bartosz Mazurek classe 2007 che per oltre un'ora ha giocato un calcio di un altro pianeta, mettendo in crisi l'intero sistema difensivo gigliato con movimenti da veterano e una freddezza sottorete che non gli appartiene per età anagrafica.
Già dalle prime battute si era intuito che l'aria in Toscana non fosse quella delle grandi occasioni: al quarto minuto Pululu, scattato sul tempo bruciando Comuzzo, si presentava a tu per tu con Lezzerini ma calciava malamente, quasi a voler illudere i presenti che quella sera nulla sarebbe potuto accadere. Ma l'illusione è durata lo spazio di un battito di ciglia, perché al ventitreesimo lo stesso Pululu si trasformava in regista per Mazurek, bravo a inserirsi in area e a beffare un Lezzerini non impeccabile nell'uscita. Il portiere viola, titolare in questa competizione, viveva una serata da dimenticare: al quarantatreesimo usciva a vuoto su una punizione dalla trequarti, regalando il pallone a Vital che però, incredibilmente, sprecava a porta sguarnita calciando sulla traversa.
Nel recupero del primo tempo, poi, arrivava la mazzata che faceva tremare le gambe allo stadio intero: Mandragora perdeva palla a centrocampo, e sul tiro di Mazurek c'era la deviazione decisiva di Comuzzo che spiazzava il proprio portiere per lo 0-2. Due a zero e partita improvvisamente in bilico, con lo spettro della rimonta che cominciava a prendere forma nell'immaginario dei tifosi. Nell'intervallo, oltre ai cambi tattici con l'ingresso di De Gea e Harrison, c'era la notizia dell'infortunio muscolare di Lezzerini, sostituito per precauzione.
La ripresa si apriva con la Fiorentina in evidente difficoltà psicologica, e al quarto minuto il colpo di grazia: contropiede fulminante, Dodo scivolava al momento peggiore e Mazurek ringraziava insaccando il tris personale, ribaltando completamente il risultato dell'andata e portando i polacchi avanti in una ipotetica classifica dei novanta minuti. Vanoli gettava nella mischia Fagioli, Solomon e poi Kean, ma la manovra viola restava farraginosa, priva di idee, incapace di perforare un muro polacco ordinato e sicuro di sé. Piccoli, spremuto sino al novantesimo, falliva l'appuntamento con il gol che avrebbe evitato i supplementari, e Kean a tempo scaduto non riusciva a trovare lo specchio.




