L'ultimo saluto a Rocco Commisso, la sindaca Funaro a New York: "Dovevamo esserci per lui e per Firenze"
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Redazione Sport
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Nella cattedrale di San Patrizio, sulla Fifth Avenue, il freddo pungente di New York ha accolto chi è voluto essere presente per l’ultimo addio a Rocco Commisso, il presidente della Fiorentina scomparso pochi giorni prima. La cerimonia, che ha riunito in un momento di raccoglimento la famiglia, gli amici più stretti e i vertici della società calcistica insieme a quelli della sua azienda, è stata segnata da un’atmosfera intensa e partecipata, come hanno ricordato diversi presenti. Tra loro, appunto, c’era anche la prima cittadina di Firenze, Sara Funaro, la quale – intervenendo a margine della funzione – ha voluto spiegare le ragioni di una presenza che andava al di là del semplice protocollo istituzionale. “Non potevamo non esserci”, ha dichiarato senza mezzi termini, sottolineando come la partecipazione fosse un dovere sia personale che in rappresentanza dell’intera città, per onorare un uomo che, pur essendo nato in un altro continente, aveva dimostrato un affetto profondo e autentico per Firenze e per i suoi colori viola.
Un legame che andava oltre il calcio
Le parole della sindaca hanno fatto eco, del resto, a quelle pronunciate nello stesso luogo dal figlio Joseph Commisso, il quale nel suo commosso ricordo ha voluto evidenziare proprio l’amore del padre per la città toscana, per la sua storia millenaria e per la sua gente, un legame che travalicava l’impegno sportivo e imprenditoriale. Quello che emerge, insomma, è il ritratto di una figura che seppe imprimere la sua passione in ogni progetto, costruendo nel tempo un rapporto speciale con una porzione d’Italia che l’aveva accolto non come un semplice finanziatore, ma come parte integrante del proprio tessuto sociale e sentimentale. D’altronde, la stessa delegazione di tifosi giunta da Firenze per l’occasione, seppur esigua numericamente per ovvie ragioni di distanza, ha testimoniato con la sua presenza un sentimento di riconoscenza e di perdita che accomuna una larga fonda della tifoseria, la quale in queste ore sta vivendo il lutto con grande partecipazione.
Il ricordo di un'imprenditoria visionaria
Accanto alla dimensione più emotiva e personale, la scomparsa di Commisso riporta inevitabilmente l’attenzione anche sulla sua attività di imprenditore, avendo egli creato e guidato un gruppo di telecomunicazioni di primo piano negli Stati Uniti. Una carriera, la sua, che si è sempre intrecciata con la passione per il calcio e con l’avventura alla guida della Fiorentina, un’esperienza iniziata alcuni anni fa e che lo aveva portato a essere una figura di riferimento nel panorama sportivo italiano. Senza scendere in dettagli che esulano dalla cronaca dell’evento, è indubbio che la sua opera – sia in campo economico che in quello sportivo – lascia un’eredità significativa, sulla quale si dovrà necessariamente costruire il futuro della società viola, ora nelle mani della famiglia e dei suoi collaboratori più fidati.
Il silenzio delle istituzioni americane
Mentre a Firenze si cominciano a organizzare momenti di commemorazione pubblica, la cerimonia newyorkese si è svolta in forma privata, concentrandosi sul dolore dei familiari e sul ricordo intimo di un uomo che ha segnato la vita di molti. Non sono mancati, com’è logico in simili circostanze, i gesti di cordoglio da parte del mondo dello sport e dell’imprenditoria, sebbene la politica americana, incluso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, non abbia al momento rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito alla scomparsa di un così noto businessman italoamericano. L’attenzione, in queste ore, rimane dunque focalizzata sul lutto e sulla memoria, lontana da qualsiasi speculazione su quanto accadrà domani al club o nelle aziende del gruppo, in un rispetto del dolore che sembra essere stato il filo conduttore di tutta la giornata.




