Meloni a Washington da Trump e Vance a Roma: pressing su dazi zero e difesa Nato
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Redazione Interno
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In una settimana cruciale per le relazioni transatlantiche, Giorgia Meloni si prepara a un doppio faccia a faccia con i vertici dell’amministrazione americana, mentre l’Europa trattiene il fiato di fronte all’escalation della guerra commerciale. Giovedì, la presidente del Consiglio incontrerà Donald Trump alla Casa Bianca, nel primo bilaterale ufficiale tra i due. A seguire, venerdì, sarà J.D. Vance, vicepresidente Usa, a raggiungere Palazzo Chigi per un confronto che conferma l’intenzione italiana di porsi come mediatore privilegiato tra Washington e Bruxelles.
L’agenda, diffusa da Palazzo Chigi, non lascia spazio a dubbi: la priorità è mitigare l’impatto dei dazi, che rischiano di colpire settori chiave dell’export italiano, dall’automotive al tessile. «L’obiettivo è arrivare a dazi zero», ha dichiarato Antonio Tajani, sottolineando come il governo punti a evitare una spirale protezionista. Quella di Meloni, però, non è una semplice missione difensiva. L’Italia, che vanta un rapporto storico con gli Stati Uniti, cerca di ritagliarsi un ruolo da facilitatore, sfruttando la propria posizione atlantista per smussare le tensioni.
La visita di Vance a Roma, in programma dal 18 al 20 aprile, non è casuale. Il vicepresidente, figura centrale nella politica commerciale di Trump, rappresenta un interlocutore diretto per discutere non solo dei dazi, ma anche degli equilibri Nato, in un momento in cui la difesa europea torna al centro del dibattito. Se da un lato l’amministrazione americana spinge per un maggiore impegno finanziario degli alleati, dall’altro l’Europa fatica a trovare una linea comune.




