Salvini e Le Pen a Roma: "Macron vuole la guerra, l’Europa alimenta i conflitti"
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Redazione Interno
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Fianco a fianco in piazza San Pietro, dove hanno ascoltato il Regina caeli lodandone il «messaggio di pace», Matteo Salvini e Marine Le Pen hanno poi trasformato il loro incontro romano in un attacco coordinato contro Emmanuel Macron e l’Unione Europea. Dopo un caffè e qualche ora di distanza dalla visita al Vaticano, i due leader della destra sovranista hanno preso di mira Bruxelles e Parigi, accusandoli di favorire il protrarsi dei conflitti.
«C’è l’impressione che a Bruxelles, Parigi o Berlino a qualcuno convenga che le guerre proseguano», ha dichiarato Salvini, senza citare esplicitamente nomi ma lasciando intendere un riferimento chiaro alle politiche di von der Leyen e Macron. La Le Pen, da parte sua, ha rincarato la dose definendo il presidente francese «ambiguo» e aggiungendo che «più che cercare di far tacere le armi, sembra preparare la guerra». Un’accusa netta, che rientra nel solco della retorica nazionalista contro l’interventismo europeo, in particolare riguardo alla crisi ucraina.
Salvini, parlando alla scuola di formazione politica della Lega organizzata da Armando Siri a Palazzo Rospigliosi, ha precisato che la sua presenza in piazza San Pietro non era da intendersi come un atto politico, bensì personale: «Non da segretario della Lega, ma da cattolico». Sottolineando la sua devozione al pontefice – «scelto da cardinali e Spirito Santo» –, ha evitato di strumentalizzare le parole del Papa, pur esprimendo apprezzamento per il suo messaggio.
Quello tra il leader leghista e la esponente del Rassemblement National è un’intesa che va oltre la contingenza, consolidata da anni di collaborazione tra i partiti euroscettici. La Le Pen, reduce dalla condanna che la esclude dalle presidenziali francesi, ha trovato in Salvini un alleato disposto a condividere la critica frontale a Macron, descritto come un ostacolo alla pace più che un mediatore.




