Nasdaq 100 in calo: SK Hynix trascina i titoli dei chip
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Redazione Economia
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Il Nasdaq 100 ha registrato un forte calo dopo il ribasso di SK Hynix, che ha trascinato verso il basso l’intero comparto dei chip prima del CPI. L’indice tecnologico ha ceduto l’1,56%, mentre gli investitori hanno seguito con attenzione i movimenti del settore dei semiconduttori e l’evoluzione dei mercati globali. Il minimo raggiunto a 52.343 non viene considerato un vero e proprio swing bottom e, in caso di ulteriore pressione di vendita, il movimento potrebbe estendersi verso una zona di ritracciamento intermedia compresa tra 51.882 e 41.463. Un livello tecnico osservato dal mercato resta anche la media mobile a 50 giorni, posizionata a 51.373.
Il calo di SK Hynix pesa sui titoli dei chip
Il ribasso di SK Hynix ha avuto un impatto diretto sul settore dei chip, interrompendo il forte entusiasmo seguito al debutto sul Nasdaq. Il rialzo del 13% registrato nella prima giornata di negoziazione è infatti durato soltanto una seduta, lasciando spazio a una fase di pressione sulle azioni legate ai semiconduttori. L’azienda sudcoreana era arrivata sul mercato statunitense sostenuta dalla crescita registrata grazie all’elevata domanda di memorie, con il prezzo delle American Depositary Receipts fissato a 149 dollari ciascuna. Il movimento negativo del titolo ha contribuito a indebolire il comparto tecnologico in una giornata caratterizzata da maggiore cautela.
A New York gli indici principali hanno mostrato un andamento contrastato, con il Dow Jones in calo dello 0,30% a 52.480 punti e l’S&P 500 in arretramento a 7.530 punti. Anche l’S&P 100 ha registrato un lieve ribasso, con una flessione dello 0,62%. Il Nasdaq 100 è stato invece l’indice più penalizzato, risentendo maggiormente delle vendite sui titoli tecnologici e delle difficoltà del comparto dei chip. La seduta si è sviluppata in un contesto di attenzione per i dati macroeconomici attesi e per i movimenti dei mercati internazionali.
Mercati sotto pressione tra tensioni geopolitiche e inflazione
Gli investitori hanno mantenuto lo sguardo rivolto al Golfo Persico dopo l’intensificarsi degli attacchi USA in Iran, un elemento che ha contribuito alla crescita dei prezzi del greggio. L’aumento dell’energia ha alimentato i timori legati all’inflazione e alla possibilità di nuove strette monetarie, incidendo sul sentiment dei mercati azionari. La combinazione tra tensioni geopolitiche, attesa per il CPI e debolezza del settore tecnologico ha aumentato la prudenza degli operatori nelle ore di apertura di Wall Street.
Prima dell’avvio delle contrattazioni statunitensi, i futures sui principali listini indicavano un’apertura in ribasso, anche se il calo previsto risultava più contenuto rispetto ai movimenti osservati in Asia e in Europa. I futures sull’S&P 500 cedevano circa lo 0,3%, mentre quelli sul Nasdaq 100 arrivavano a perdere fino all’1%. I futures sul Dow Jones restavano invece sostanzialmente stabili vicino ai livelli di riferimento, mostrando una maggiore tenuta rispetto agli altri indici.
Il mercato guarda ai prossimi livelli del Nasdaq 100
Il movimento del Nasdaq 100 resta concentrato sui livelli tecnici emersi dopo la fase di vendita legata ai titoli dei chip. Il minimo a 52.343 rappresenta un punto di osservazione, ma non viene indicato come un minimo definitivo del movimento. Se la pressione ribassista dovesse proseguire, l’indice potrebbe avvicinarsi alla fascia di ritracciamento compresa tra 51.882 e 41.463, mentre la media mobile a 50 giorni a 51.373 viene indicata come un supporto di maggiore rilevanza.
La reazione del comparto tecnologico rimane quindi legata all’evoluzione delle vendite sui semiconduttori e alle indicazioni che arriveranno dai prossimi dati economici. Il ribasso di SK Hynix ha rappresentato il principale elemento di pressione nella seduta, in una fase in cui Wall Street sta valutando contemporaneamente il comportamento dei titoli dei chip, i prezzi dell’energia e le aspettative sulle politiche monetarie.




