Rebus Ibra e la svolta italiana del Milan: ds e tecnico saranno connazionali
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Redazione Sport
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La situazione attorno al Milan, come riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, si articola su due fronti: da un lato, il mistero che avvolge Zlatan Ibrahimović, assente da Milanello da ormai tre settimane, dall’altro, la scelta – ormai delineata – di affidare la guida tecnica e la direzione sportiva a due figure italiane. Se per lo svedese, il cui ruolo futuro rimane nebuloso, non è ancora chiaro se sarà presente domenica a Napoli, per la squadra rossonera sembra invece già tracciata la strada che porterà a un nuovo corso, voluto fortemente dalla proprietà.
Il viaggio newyorkese dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, che ha incontrato Gerry Cardinale, patron di RedBird, ha accelerato un processo di ridefinizione degli equilibri dirigenziali. Le indicazioni emerse lasciano pochi dubbi: il prossimo direttore sportivo dovrà possedere una solida conoscenza del calcio italiano, oltre a una comprovata esperienza nella gestione del mercato e dello spogliatoio. Un profilo che, stando alle indiscrezioni, escluderebbe candidature straniere, puntando invece su competenze radicate nel campionato nazionale.
Sul fronte tecnico, la linea appare analoga. Dopo l’esperienza con Sergio Conceição, il club sembra orientato verso un allenatore italiano, segnando una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Intanto, le parole di Massimo Marianella a Sky Sport hanno sottolineato le tensioni interne: "Già adesso si è vista quella che è stata la stagione del Milan – ha dichiarato –, i nostri inviati ci dicono che un problemino di comunicazione all’interno della società c’è stato e continua a esserci". Un’ulteriore conferma di come la mancanza di chiarezza, soprattutto riguardo al ruolo di Ibrahimović, rischi di pesare sull’ambiente.




