Crolla una palazzina a Roma per l’esplosione di una bombola di gpl: due feriti gravi e settanta sfollati
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Redazione Interno
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Sono le 12:50 di una domenica qualunque quando, nella zona di Piana del Sole, al confine tra Roma e Fiumicino, la quiete del quartiere viene squarciata da un boato improvviso. L’esplosione, che secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco sarebbe riconducibile allo scoppio di una bombola di gpl, ha fatto letteralmente crollare una palazzina in via Tavagnasco, all’angolo con via Cigliè. La violenza della deflagrazione non ha risparmiato gli edifici limitrofi, coinvolgendo altre due villette le cui pareti sono state distrutte dalla forza dell’onda d’urto, riducendo in macerie le strutture e trasformando la strada in un cumulo di calcinacci e detriti.
L’intervento dei soccorritori è stato immediato ma complesso. Sul posto, i vigili del fuoco hanno dovuto operare con cautela tra le lamiere contorte e le macerie, impiegando non solo le squadre dei distaccamenti vicini, ma anche unità cinofile per scongiurare la presenza di altri feriti sotto le macerie. Dalle operazioni di scavo sono state estratte due persone, le cui condizioni sono state giudicate subito gravi dal personale del 118, tanto da essere trasportate in codice rosso negli ospedali della capitale. I detriti, spazzati via dall’esplosione con una forza tale da scagliare calcinacci anche a distanze superiori ai cento metri, hanno causato ingenti danni anche ad alcune auto parcheggiate nelle vicinanze; in qualche caso, la spinta della deflagrazione è stata così potente da conficcare oggetti – come frammenti di tubature – nella carrozzeria dei veicoli in sosta.
Le operazioni di messa in sicurezza dell’area hanno richiesto lo sgombero immediato delle abitazioni circostanti. Circa settanta persone, residenti nelle zone immediatamente adiacenti il luogo dell’esplosione, sono state fatte evacuare e si sono ritrovate in strada in attesa di indicazioni. Sul posto, oltre ai pompieri, sono intervenuti agenti della polizia di Stato per gestire il perimetro di sicurezza e per avviare le prime verifiche tecniche, mentre le squadre di soccorso continuavano a scandagliare i detriti per escludere categoricamente la presenza di altre vittime.
L’intervento dei vigili del fuoco e le operazioni di bonifica
La complessità del crollo ha richiesto un ampio dispiegamento di mezzi da parte dei vigili del fuoco. Non si è trattato solo di estrarre i feriti, ma di mettere in sicurezza un’area altamente instabile, dove le strutture coinvolte – tre villette a schiera – avevano perso completamente le pareti portanti, lasciando solo gli scheletri degli edifici in piedi. I pompieri hanno dovuto operare con autoscale e mezzi speciali per rimuovere i detriti più pericolanti, mentre il nucleo Gos (Gruppo Operativo Speciale) e il nucleo cinofilo hanno effettuato un setaccio minuzioso dell’area.
Dal punto di vista tecnico, la causa identificata è l’esplosione di una bombola di gpl, un evento che spiega l’entità del disastro. La pressione generata dall’innesco ha provocato un’onda d’urto in grado di abbattere i muri perimetrali degli edifici, trasformando i materiali edili in vere e proprie schegge. I rilievi effettuati sul posto, ancora in fase di approfondimento da parte delle autorità, si concentrano ora sull’esatta dinamica che ha portato alla fuga di gas e al successivo scoppio, escludendo al momento altre ipotesi legate a eventi dolosi.
L’impatto sul quartiere e la gestione dell’emergenza
La deflagrazione ha lasciato un segno profondo nel tessuto del quartiere Piana del Sole. L’evacuazione di settanta persone – un numero che potrebbe subire variazioni nelle prossime ore in base alla perimetrazione della zona rossa – ha costretto molti residenti a cercare riparo presso parenti o nelle strutture temporanee allestite dal comune. Il disagio abitativo si somma allo choc psicologico per la violenza dell’evento; testimoni hanno raccontato di aver avvertito la casa tremare come in caso di sisma, segno della potenza con cui la bombola di gpl è esplosa.
Mentre proseguono i rilievi per accertare le cause esatte del disastro, il coordinamento tra le forze dell’ordine e i tecnici comunali mira a stabilire i tempi per la messa in sicurezza definitiva delle macerie e per il rientro in sicurezza degli sfollati, laddove le strutture non abbiano riportato danni strutturali irreversibili. L’attenzione resta alta anche per la verifica della rete di distribuzione del gas nelle zone limitrofe, al fine di scongiurare rischi di ulteriori fughe.




