Venezia-Avellino 4-0, la notte nera dei lupi: espulsioni e ingenuità affondano Ballardini
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Redazione Sport
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La capolista non perdona e all’Avellino, sul difficile campo del Venezia, non riesce proprio l’impresa. La ventottesima giornata del campionato di Serie B 2025/2026 si trasforma in un vero e proprio incubo per la formazione guidata da Davide Ballardini, la quale, al termine di una gara dai due volti, deve fare i conti con un passivo pesantissimo e con una classifica che, complice anche il successo delle dirette concorrenti, si fa improvvisamente preoccupante. Il 4-0 maturato al Penzo racconta solo in parte le difficoltà incontrate dagli irpini, apparsi in balia degli avversari per larghi tratti della partita, ma è il dato delle due espulsioni, quelle di Gennaro Tutino e del giovane Le Borgne, a gettare un’ombra inquietante sulla tenuta mentale del gruppo.
La partita, in programma martedì 3 marzo 2026 e diretta dal signor Mucera di Palermo, sembrava aver imboccato un binario preciso già dai primi minuti, con i padroni di casa che, forti del loro ruolo in classifica e del calore del pubblico amico, avevano messo sotto pressione la retroguardia ospite. L’Avellino, schierato con un cauto 5-3-2, provava a reggere l’urto, affidandosi a ripartenze che però non trovavano mai lo sbocco giusto. Poi, al minuto numero 34, la svolta: in un contrasto a centrocampo, un intervento in scivolata di Tutino su Franjic viene giudicato pericoloso dall’arbitro, che estrae senza esitazioni il cartellino rosso diretto. Un’ingenuità clamorosa, quella dell’attaccante, che lascia i suoi in dieci uomini proprio nel momento migliore, quando il primo tempo sembrava poter scivolare via senza particolari scossoni.
Da quel momento in poi, l’equilibrio tattico, già fragile, si spezza del tutto. Il Venezia, quasi con rabbia, fiuta il sangue e in un amen ribalta la partita. Al minuto 38, una conclusione dalla distanza di Busio viene prima respinta da Daffara e poi ribadita in rete da Dagasso per il vantaggio. Passano appena due giri di orologio e al 40’ arriva il raddoppio: un cross dalla destra di Sagrado viene sfortunatamente deviato alle spalle del proprio portiere da Reale, beffato nel tentativo di anticipare l’attaccante. La difesa, fino a quel momento ordinata, va in tilt e al 44’ subisce il tris: una ripartenza fulminante e Busio, con un destro sotto l’incrocio, chiude virtualmente la gara prima ancora dell’intervallo.
Nella ripresa Ballardini prova a cambiare qualcosa, inserendo forze fresche come Patierno, Russo e, appunto, Le Borgne, ma il copione non muta. I lagunari, forti del triplo vantaggio, amministrano senza affanni, mentre i biancoverdi brancolano nel buio, visibilmente scossi dall’espulsione e dalla valanga di gol subita. Le difficoltà in mezzo al campo diventano ancora più evidenti, con la manovra che si spezza continuamente e gli attaccanti che non ricevono palloni giocabili. Per rendere ancora più amara la serata, ci pensa Le Borgne: entrato da ventidue minuti, il centrocampista si fa prima ammonire al 63’ e poi, all’88’, rimediare un secondo giallo per un intervento in ritardo su Yeboah, lasciando i suoi in nove. Un’ingenuità, la sua, che segue quella ben più grave di Tutino e che rappresenta la fotografia perfetta di una squadra smarrita.
Dagasso, doppietta da urlo: poker firmato dal centrocampista
Se l’Avellino affonda, c’è chi sull’altra sponda ne approfitta per vivere una serata da assoluto protagonista. Il centrocampista del Venezia Dagasso, dopo aver aperto le danze nel primo tempo, mette il sigillo finale su una prestazione maiuscola. Al minuto 91, quando ormai la partita sembra essersi spenta sugli scampoli di una ripresa senza storia, il numero... imbecca un sinistro a giro semplicemente splendido che si infila all’incrocio dei pali, lasciando di pietra Daffara e fissando il punteggio sul definitivo 4-0. Una doppietta, la sua, che grida vendetta per la mole di gioco prodotta e che certifica il divario, tecnico e mentale, emerso sul terreno di gioco del Penzo. Per i lagunari, primi in classifica a pari merito con il Monza, una vittoria che vale doppio: allungano le inseguitrici e mandano un segnale chiaro a tutto il campionato. Per i lupi di Ballardini, invece, la sconfitta ha il sapore amaro di una battuta d’arresto pesantissima, con il vantaggio sulla zona playout che, considerando i risultati delle altre, si assottiglia pericolosamente fino a ridursi a due soli punti.




