Hamilton chiude l'era senza podi: "La peggiore stagione, ora stacco"
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Redazione Sport
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Nel corso di una carriera che l'ha reso il pilota più vincente di sempre, Lewis Hamilton ha attraversato numerosi cambi regolamentari, adattandosi con un successo senza precedenti che gli ha consentito di eguagliare i sette titoli mondiali di Michael Schumacher e di superare il traguardo delle cento vittorie. L'annata appena conclusa, però, quella del 2025, si è configurata come una parentesi totalmente inedita e negativa, al punto che lo stesso britannico, dopo diciannove stagioni in Formula 1, non ha esitato a definirla la peggiore della sua intera esperienza nel massimo campionato. Una valutazione che, se provenisse da un pilota di minore statura, potrebbe apparire come un'esagerazione dettata dalla frustrazione, ma che assume un peso specifico considerevole quando è pronunciata da chi ha collezionato tutti i record possibili. L'arrivo alla Ferrari, circondato da aspettative titaniche e dall'idea di un rilancio epocale per sé e per la Scuderia, si è infatti trasformato in un percorso accidentato, costellato di prestazioni al di sotto delle potenzialità attese e mai coronato, fatto storico, nemmeno da una piazza d'onore.
Un bilancio "funereo" senza precedenti
I numeri, in questi casi, offrono una rappresentazione cruda e inoppugnabile della situazione: un settimo posto nella classifica piloti e zero podi in ventiquattro Gran Premi disputati costituiscono un primato negativo assoluto per Hamilton, il quale non era mai finito a stagione conclusa senza essere salito almeno una volta sul podio. Un dato che si inserisce in un contesto generale di difficoltà, dove le esigenze del pilota e gli sviluppi tecnici della vettura non hanno trovato una sintesi efficace, generando riscontri in pista lontanissimi dalle speranze iniziali. La serie di quattro eliminazioni consecutive nella prima fase delle qualifiche, un episodio che di per sé racconta le tribolazioni tecniche e di feeling, ha contribuito a delineare un quadro che lo stesso interessato ha definito, con un aggettivo di rara durezza, "funereo".
La necessità di un distacco radicale
All'indomani dei test post-stagionali di Abu Dhabi, che hanno sancito la chiusura ufficiale dell'anno, Hamilton ha quindi condiviso pubblicamente il proprio stato d'animo, optando per una trasparenza insolita che ha inevitabilmente suscitato reazioni tra i tifosi. "Al momento non vedo l’ora che arrivi la pausa. Ho bisogno di staccare la spina, non parlare di Formula 1 con nessuno", ha dichiarato il pilota, esprimendo un bisogno di allontanamento totale che suona come una necessità terapeutica dopo una simile sequela di delusioni. L'affermazione successiva, "butterò il telefono nel cestino", sebbene da interpretare in senso figurato, sottolinea ulteriormente la volontà di un isolamento temporaneo, una sorta di reset mentale per affrontare il futuro.
Le dichiarazioni che gelano l'entusiasmo
Queste parole, comunicate ai giornalisti in un momento di stanchezza e delusione, sono parse emblematiche e hanno generato un comprensibile moto di preoccupazione tra una parte del tifosismo della Rossa, che aveva accolto il suo approdo come l'inizio di una nuova era gloriosa. La decisione di esternare così chiaramente il desiderio di fuga, seppur temporanea, dal mondo della F1 stride infatti con l'immagine pubblica di Hamilton, solitamente molto controllata e protettiva verso il proprio team. Questo sfogo, per quanto umano e giustificato dai risultati, lascia intravedere la profondità della crisi vissuta e impone una riflessione sulla gestione della pressione e sull'integrazione all'interno di un ambiente tecnico e umano così particolare come quello della Ferrari, il quale, è evidente, non è riuscito a offrirgli gli strumenti per essere competitivo.
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