Esplode la protesta degli studenti in Francia, centinaia di arresti e presidi aggrediti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una massiccia ondata di proteste studentesche sta attraversando la Francia, con quasi 400 licei bloccati e, da oggi, anche decine di università occupate. Gli scontri con le forze dell'ordine si sono intensificati in numerose città, da Parigi a Marsiglia, da Lione a Nantes, dove il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio.

Le origini della mobilitazione

Il movimento è nato la settimana scorsa in Île-de-France, per poi estendersi rapidamente al resto del Paese. Le prime azioni sono state osservate il 21 settembre in alcuni istituti del Val-de-Marne e della Seine-Saint-Denis, e da lì la protesta si è propagata a macchia d'olio. Le richieste degli studenti sono molteplici: la sostituzione dei docenti assenti, un aumento dei mezzi destinati all'istruzione, la ristrutturazione degli edifici scolastici e condizioni di apprendimento definite «decenti».

L'Union syndicale lycéenne, la principale organizzazione rappresentativa degli studenti delle superiori, ha chiesto al ministero dell'Educazione nazionale di ricevere al più presto i suoi rappresentanti e ha invitato a riconfermare i blocchi.

Aggressioni e violenze negli istituti

La tensione ha raggiunto livelli estremi in diversi istituti. Al Lycée Victor Hugo di Marsiglia, secondo quanto riferito, il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell'équipe scolastica sono stati aggrediti all'interno della scuola e cosparsi di benzina. A Rouen due presidi sono rimasti feriti, mentre a Nantes le fiamme hanno avvolto l'atrio di un liceo.

Il ministro dell'Educazione nazionale, Édouard Geffray, ha denunciato «violenze inqualificabili», precisando che dall'inizio delle proteste sono stati feriti 119 tra studenti e personale, di cui 34 appartenenti al personale scolastico, un dato che ha definito «inedito» per l'istituzione.

Il bilancio degli arresti e la risposta del governo

Il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, ha riferito che le forze dell'ordine hanno effettuato centinaia di interpellations, con numeri in crescita di giorno in giorno: dalle 440 di martedì si è passati a oltre 600 nella giornata di oggi. La maggior parte degli arrestati sono minorenni, fermati principalmente per danneggiamenti e violenze contro agenti. Nuñez ha parlato di «un'estensione del movimento, con una montagna di violenza abbastanza significativa», mentre il ministero dell'Interno ha denunciato un «clima di violenze inaccettabili».

A Rennes, la prefettura ha reso noto che i pompieri sono dovuti intervenire su 35 incendi, di cui due di veicoli, e che si sono verificati episodi di intrusione negli istituti Charles-Tillon e Bréquigny.

La risposta della giustizia e le iniziative del governo

Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha convocato in videoconferenza i 36 procuratori generali del Paese per fare il punto sulla fermezza della risposta penale da adottare contro i responsabili delle violenze. La riunione si è tenuta nel pomeriggio, mentre il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato una cellula di crisi interministeriale a Matignon.

Parallelamente, il ministro dell'Educazione ha annunciato l'apertura di una «piattaforma di concertazione» a cui tutti gli studenti potranno contribuire per esprimere le proprie richieste, le proprie inquietudini e le proprie rivendicazioni, con l'obiettivo di organizzare un evento di restituzione nazionale.

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