Sicurezza, scudo del governo, più difficile indagare gli agenti
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Redazione Interno
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Il governo italiano, in risposta agli ultimi episodi di violenze di piazza, ha deciso di adottare una linea dura, introducendo un disegno di legge che prevede maggiori tutele per le forze dell'ordine coinvolte in possibili reati durante il servizio. La misura, elaborata dal ministero della Giustizia e dall'ufficio affari giuridici, mira a evitare che gli agenti, di fronte a evidenti prove a discolpa, finiscano iscritti nel registro degli indagati.
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato che gli antagonisti cercano lo scontro e che il governo non tollererà più violenze in piazza. Inoltre, ha annunciato rimpatri veloci per i migranti irregolari coinvolti negli scontri, sottolineando la necessità di garantire più tutele per chi indossa la divisa. La premier Giorgia Meloni ha deciso di avocare a sé il dossier sicurezza, dopo i disordini di sabato scorso a Roma e Bologna, durante i quali una sessantina di manifestanti sono stati identificati e coinvolti nei tafferugli con le forze dell'ordine.
Il disegno di legge, approvato alla Camera nell'ottobre scorso, ha subito un iter non proprio fulmineo al Senato, complice anche la moral suasion del Quirinale, che ha inviato un paio di messaggi in codice per esprimere le proprie preoccupazioni. Tuttavia, il governo ha deciso di procedere con determinazione, apportando modifiche al ddl sicurezza per prevedere pene più pesanti e limiti per cortei e manifestazioni, oltre a misure per garantire maggiori garanzie agli agenti e agli uomini della polizia chiamati a gestire l'ordine pubblico.
Piantedosi ha inoltre accusato i centri sociali di strumentalizzare le violenze, mentre Salvini e il Viminale hanno respinto le interpretazioni malevole riguardo alle nuove misure.




