Il meglio del design abitativo: le case più belle di dicembre 2025 secondo Living
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Redazione Interno
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Mentre l’inverno consolida la sua presenza, le pagine digitali di Living propongono una selezione di dimore che raccontano stili e filosofie differenti, e che hanno in comune la ricerca di un equilibrio personale attraverso gli spazi. Si tratta di percorsi progettuali, alcuni dei quali portano la firma di nomi noti del design, che trasformano gli interni in narrazioni intime e, al contempo, in manifesti di uno stile di vita. La rivista, che ogni mese passa in rassegna abitazioni di pregio, per il mese di dicembre ha messo in luce una gamma variegata di soluzioni, dall’appartamento milanese concepito come un giardino d’inverno fino alle austere ma accoglienti residenze di montagna, disegnate secondo canoni minimali.
Dai panorami alpini ai rifugi cittadini
Lo studio Park, la cui firma è riconoscibile per un approccio rigoroso e rispettoso del contesto, ha firmato le residenze di montagna a Andermatt, in Svizzera, che spiccano per una sobrietà di linee e materiali, pensata per dialogare, senza invadenza, con il paesaggio alpino che le circonda. Una scelta, quella dei progettisti, che privilegia la qualità della permanenza e della vista, piuttosto che il gesto architettonico eclatante. In netto contrasto, ma ugualmente significativo, è l’appartamento milanese di Emiliano Salci, cofondatore dello studio Dimorestudio, le cui porte sono state aperte per il numero di novembre della rivista e che continua a suscitare interesse. L’abitazione, che non manca di ricevere un posto d’onore anche nella selezione mensile, riflette la sensibilità eclettica e colta del suo proprietario, immergendo il visitatore in un’atmosfera sospesa nel tempo, dove ogni oggetto racconta una storia.
La poesia degli spazi ibridi a Milano e Parigi
Sempre nel capoluogo lombardo, un altro progetto cattura l’attenzione per la sua concezione originale: si tratta dei centoventi metri quadrati ripensati dalla designer Ginevra Calisti, che ha voluto tradurre l’idea del giardino d’inverno in un contesto abitativo urbano. L’intervento, che gioca con la luce, le piante e una palette di colori tenui, dimostra come sia possibile ricreare, anche tra i palazzi di una metropoli, quell’oasi di tranquillità e contatto con la natura che tradizionalmente si associa a spazi differenti. Oltre le Alpi, Parigi offre a sua volta un rifugio inaspettato a Gabriella Cortese, fondatrice del brand Antik Batik, la quale ha trovato un angolo silenzioso ai piedi di Montmartre. La sua casa, un mosaico di stili cucito con naturalezza, sorge in una via privata un tempo abitata dal pittore Giovanni Boldini, in un quartiere storicamente frequentato da artisti, e custodisce la stessa sensibilità materica e cromatica che da decenni caratterizza le sue collezioni di moda.
La narrazione attraverso gli oggetti e la materia
Ciò che emerge dalla rassegna, al di là della varietà delle location e degli stili architettonici, è l’importanza attribuita alla personalizzazione dello spazio, il quale diventa una estensione della biografia e delle passioni di chi lo vive. Gli arredi, le texture, la disposizione delle luci e persino la scelta delle piante non sono mai casuali, ma contribuiscono a costruire un ambiente unico, in grado di proteggere dalla frenesia esterna. Questi progetti, benché molto diversi tra loro, rispondono tutti a un’esigenza profonda di autenticità e comfort, dimostrando che la bellezza di un’abitazione risiede nella sua capacità di rappresentare chi la abita, diventando un vero e proprio porto sicuro, sia esso tra le vette innevate o nel cuore di una capitale europea.




