Napoli, lanciarono un monopattino contro una donna: due minori finiscono in comunità
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Redazione Interno
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Un gesto tanto improvviso quanto inspiegabile, maturato in pochi istanti, ha rischiato di costare la vita a una donna che quella sera, a gennaio scorso, si trovava semplicemente a passare nei pressi dello stadio Maradona di Napoli. Ora, a distanza di tre mesi esatti da quel ferimento gravissimo (la vittima fu colpita violentemente alla testa), la polizia ha eseguito un’ordinanza di collocamento in comunità per due minorenni, rispettivamente di 15 e 16 anni. L’accusa nei loro confronti, formulata in «concorso e previo accordo», è di tentato omicidio aggravato da futili motivi: un’impostazione giudiziaria che sottolinea la sproporzione assoluta tra la causa scatenante e la potenziale conseguenza letale dell’atto.
L’indagine coordinata dalla procura per i minorenni
Il provvedimento, eseguito nella notte scorsa dagli agenti, arriva al termine di un’attività investigativa articolata e condotta su più fronti. A coordinarli è stata la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, mentre sul campo hanno operato in sinergia la squadra mobile, il commissariato San Paolo e persino la sezione di polizia giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza – della stessa procura. Una mole di lavoro non indifferente, che ha permesso di ricostruire la dinamica del lancio, di identificare i due giovanissimi e di raccogliere elementi sufficienti a sostenere il quadro indiziario: non un semplice gesto vandalico, dunque, ma una condotta valutata come potenzialmente omicidiaria.
Il lancio del monopattino e la fuga ripresa dalle telecamere
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due ragazzi avrebbero agito d’improvviso, senza un movente razionale: uno di loro avrebbe scagliato il monopattino (un oggetto pesante e ingombrante) contro la passante, colpendola in pieno alla testa. Subito dopo sono fuggiti, senza prestare alcun soccorso. Ma non sono stati ripresi solo dai testimoni: le telecamere di sorveglianza della zona, quelle che inquadrano anche gli accessi allo stadio Maradona, hanno immortalato la scena e le successive fughe, fornendo agli inquirenti un tassello decisivo. La donna, la cui identità non è stata resa nota, ha rischiato la morte ed è stata ricoverata in condizioni critiche; le sue attuali condizioni di salute, sebbene non siano state dettagliate nelle ultime comunicazioni ufficiali, restano comunque segnate dalla gravità del trauma subìto.
La misura cautelare e il contesto dell’aggravante dei futili motivi
L’ordinanza eseguita dalla polizia è una misura cautelare personale: il collocamento in comunità, per entrambi i minorenni, rappresenta una restrizione della libertà alternativa al carcere, prevista per i soggetti sotto i diciotto anni. L’aggravante dei «futili motivi», contestata nel provvedimento, richiama l’assoluta irrilevanza della causa scatenante rispetto alla violenza dell’azione. Un criterio giuridico che, in casi simili, ha spesso orientato le corti a inasprire i giudizi di responsabilità, anche in ambito minorile. Nessun dettaglio è stato fornito sull’eventuale presenza di altri complici o su precedenti specifici dei due adolescenti; l’inchiesta, tuttora coperta dal segreto istruttorio nella parte non ancora depositata, potrebbe riservare ulteriori sviluppi sul piano dell’istruzione probatoria, ma al momento l’unico fatto certo resta l’esecuzione di quel provvedimento notturno.




