Funerali di Gentiana in Albania, oggi l’autopsia e la convalida dell’arresto per Hudhra
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Redazione Interno
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Nikollaq Hudhra, il 55enne albanese che sabato sera ha confessato l’omicidio della ex moglie Gentiana Kopili, non comparirà fisicamente davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto, fissata per le 11.30 al tribunale di Macerata. Seguirà la procedura da remoto, dal carcere di Montacuto, dove è detenuto. Intanto, nella stessa giornata, verrà formalizzato l’incarico per l’autopsia sul corpo della donna, affidata al medico legale Antonio Tombolini. L’esame, previsto per giovedì, dovrà accertare il numero preciso delle coltellate inferte al collo della vittima, prima che l’uomo la prendesse a calci e si sedesse su una panchina a fissare il cadavere.
L’inchiesta, coordinata dalla procura di Macerata, cerca di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione, avvenuta nel parco di viale Benadduci a Tolentino. Hudhra, che aveva già una denuncia per maltrattamenti archiviata nel 2021, era considerato un dipendente modello dai suoi datori di lavoro, i quali però avevano notato in lui «cenni di stranezza» negli ultimi tempi. Nessuno, tuttavia, avrebbe mai immaginato che potesse compiere un gesto del genere.
Gentiana, 45 anni, badante di professione e originaria dell’Albania, era conosciuta come una donna riservata e dedita ai figli. «Viveva solo per loro», ha raccontato una sua amica, che ora sta organizzando una raccolta fondi per sostenere i ragazzi rimasti soli. La vittima, il cui cognome da nubile era Kopili, aveva denunciato l’ex marito per due episodi di violenza domestica legati alla loro convivenza, ma il caso era stato archiviato.




