Paura a Malpensa per un volo Ryanair proveniente da Catania, guasto al carrello e atterraggio d'emergenza
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Redazione Interno
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La tarda serata di giovedì 12 marzo ha portato con sé momenti di autentica apprensione allo scalo internazionale di Milano Malpensa, dove un aeromobile della compagnia Ryanair, impegnato sul volo FR1071 con partenza dall'aeroporto di Catania, ha dovuto affrontare una procedura di emergenza a pochi minuti dal contatto con la pista. Il comandante del velivolo, un Boeing 737-8AS, ha contattato la torre di controllo durante la fase di avvicinamento per segnalare un potenziale malfunzionamento, un'avaria che riguardava il sistema del carrello di atterraggio e che avrebbe potuto complicare non poco le operazioni di touchdown previste sulla pista 35R dello scalo varesino. La comunicazione, improntata alla massima chiarezza circa la natura dell'incertezza tecnica, è stata il detonatore che ha fatto scattare, immediatamente, i protocolli di sicurezza aeroportuali più stringenti.
La macchina dei soccorsi, come da prassi consolidata per situazioni classificate come “massima allerta”, si è messa in moto con solerzia. Attorno al Terminal 2, dove era previsto l'arrivo del volo, si è radunato un consistente dispiegamento di forze: diverse squadre dei Vigili del Fuoco, posizionate con i loro mezzi a bordo pista per essere pronte a qualunque evenienza, e un congruo numero di ambulanze e automediche del 118, schierate in aree strategiche per garantire un intervento tempestivo in caso di necessità. L'atmosfera, all'interno dello scalo e verosimilmente anche a bordo dell'aereo, dove i passeggeri hanno percepito la gravità del momento, era tesa, sebbene l'equipaggio abbia mantenuto la professionalità richiesta in queste circostanze.
Fondamentalmente, il problema tecnico segnalato dal comandante riguardava la certezza del corretto funzionamento del carrello, un elemento da cui dipende la sicurezza dell'intera fase di atterraggio. L'incertezza, come spesso accade in dinamiche di volo complesse, ruotava attorno alla possibilità che il carrello non si bloccasse nella posizione corretta, costringendo i piloti a manovre più complesse o, nello scenario peggiore, a un atterraggio di pancia. Per questo motivo, mentre il velivolo completava la sua discesa da un'altitudine di crociera di circa 36.000 piedi, durata complessivamente un'ora dalla partenza, a terra tutti gli operatori erano in stato di massima prontezza operativa.




