Fi-Pi-Li, il piano da 12,8 milioni non ferma l’incubo del ponte: tamponamenti e lamiere tra le polemiche sul manto
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Redazione Interno
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Era l’alba del ponte del 2 giugno, e sulla Firenze-Pisa-Livorno si è materializzato l’incubo previsto. Nel giro di poche ore, la direttrice che doveva accompagnare i toscani verso il mare si è trasformata in un parcheggio a cielo aperto, teatro di una sequenza di sinistri che hanno riacceso – puntuale come un orologio svizzero – le polemiche sullo stato di abbandono di quest’arteria strategica.
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La giornata di sabato 30 maggio, infatti, ha registrato due distinti episodi a breve distanza l’uno dall’altro, se si esclude un precedente quasi tragico occorso nelle stesse ore, gettando nel caos migliaia di automobilisti diretti alle spiagge per il lungo fine settimana di festa. lanazione +3
La mattinata dei tamponamenti: otto auto coinvolte e sette chilometri di coda
Il primo, e più grave in termini di disagi, si è verificato intorno alle 10 nel tratto compreso tra Montopoli in Val d’Arno e Pontedera Est. Qui, un violento tamponamento a catena ha coinvolto otto autovetture, paralizzando completamente la corsia in direzione Livorno.
Le operazioni di soccorso, gestite dai sanitari del 118 e dalla polizia stradale intervenuta per i rilievi del caso, hanno richiesto la rimozione dei mezzi incidentati, provocando la formazione di una coda impressionante. lanazione +3
In alcuni momenti, il serpentone di auto ferme ha raggiunto i sette chilometri di lunghezza, un dato che da solo racconta l’entità della paralisi.
La situazione è rimasta critica per diverse ore, con gli automobilisti costretti a soste forzate sotto il sole, in un clima di crescente esasperazione reso ancor più pesante dall’assenza di una corsia d’emergenza, una delle criticità storiche di questa superstrada. lanazione +3
L’incidente dimenticato: lamiera vagante e la paura di chi viaggia
Mentre i soccorritori lavoravano sul maxi tamponamento, un’altra vicenda – meno nota ma ugualmente inquietante – restituisce la dimensione del pericolo quotidiano su questa strada. Qualche ora prima, sempre nella mattinata del 30 maggio, un automobilista di San Miniato, Marco Andreini, era sfuggito miracolosamente a una sorte ben peggiore. valdelsa +3
Stava percorrendo la Fi-Pi-Li in direzione Empoli con la figlia quando, da sotto un furgone che lo precedeva, è spuntata «una lamiera di ferro lunga circa due metri, veloce come un proiettile»; l’oggetto, probabilmente un pezzo di guard rail o una paratia persa da un mezzo pesante, ha trafitto la parte anteriore della sua Volvo, entrando dal fanale ed uscendo a ridosso del parabrezza. lanazione +3
L’auto è rimasta in panne sulla corsia di sorpasso con la centralina elettrica danneggiata e senza possibilità di azionare le quattro frecce, e solo la casualità ha evitato che la lamiera non si conficcasse nell’abitacolo, con conseguenze facilmente immaginabili.
La polizia stradale di Empoli, intervenuta per i rilievi, ha aperto un’indagine per risalire al mezzo che ha perso il carico, un fenomeno – quello degli oggetti vaganti in carreggiata – che rappresenta una delle insidie meno controllabili della circolazione. lanazione +3
Un’infrastruttura al collasso: buche, avvallamenti e polemiche sulla manutenzione
Questi episodi non fanno che gettare luce su una realtà oggettiva: la Fi-Pi-Li è un’infrastruttura malata.
Spesso descritta come una «strada per l’inferno» dagli utenti del gruppo Facebook “I Dannati della Fi-Pi-Li”, la grande comunicazione soffre di una fragilità congenita, aggravata da una manutenzione ordinaria che appare costantemente inadeguata alle necessità.
Il manto stradale, in particolare, è un tappeto di rattoppi, buche profonde e avvallamenti che costringono i pendolari a slalom estenuanti, specialmente nei tratti tra Pontedera e l’Empolese. lanazione +3
E se è vero che la Città Metropolitana di Firenze ha annunciato un piano da 12,8 milioni di euro per interventi straordinari – che prevede la sostituzione dei giunti di dilatazione su diversi viadotti (dal Tora al Crespina) e il rifacimento del tappeto d’usura – la cronaca di questo sabato di maggio dimostra che i cantieri, seppur necessari, non basteranno a risolvere un problema di sistema che affonda le radici nella progettazione stessa dell’arteria, priva di corsia d’emergenza e sotto stress costante per volumi di traffico sempre più insostenibili. corriere +3
L’ennesimo stop verso il mare: i numeri di un’emergenza senza fine
I numeri di questa ennesima giornata nera parlano da soli. Due incidenti principali in poche ore (a cui si aggiunge l’episodio della lamiera vagante), almeno tredici veicoli coinvolti conteggiando i diversi sinistri, sette chilometri di coda e un traffico rimasto in tilt per buona parte della mattinata.
Per centinaia di automobilisti diretti verso le località della costa pisana e livornese, il ponte del 2 giugno è iniziato con ore di ritardo e nervi a fior di pelle, bloccati tra il caldo asfissiante e l’incertezza dei soccorsi. corriere +3
Le forze dell’ordine hanno lavorato per ricostruire la dinamica dei tamponamenti, ma al di là delle responsabilità immediate della guida, resta sullo sfondo l’interrogativo mai sopito sulla sicurezza di una strada che, a ogni esodo festivo, puntualmente va in tilt, dimostrando come la sfida per la mobilità toscana sia ancora tutta in salita. lanazione +3




