Trump lascia spazio a Putin e Zelensky, ma i negoziati di pace restano in stallo
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riportato dal Guardian attraverso fonti dell’amministrazione a lui vicine, avrebbe deciso di assumere, almeno per il momento, un ruolo più defilato nel complicato scacchiere delle trattative tra Russia e Ucraina. La sua strategia, in questa fase, consisterebbe nel permettere a Mosca e Kiev di organizzare un faccia a faccia diretto tra i loro leader, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, senza una mediazione statunitense diretta.
Lo stesso Trump, nel corso di un’intervista telefonica al talk show di Mark Levin su Wabc, ha espresso la propria convinzione che per i due contendenti sarebbe preferibile incontrarsi senza di lui in un primo momento. Tuttavia, ha aggiunto una tempistica precisa, seppure vaga nelle modalità, affermando che «sapremo tra circa due settimane» se sarà possibile raggiungere la pace, «dopodiché dovremo forse adottare una strategia diversa».
Dichiarazioni che, al netto della consueta e ondivaga posizione russa, gettano un’ombra di incertezza sugli sviluppi concreti dei piani diplomatici. A complicare ulteriormente il quadro, il presidente ucraino Zelensky ha posto una condizione precisa e apparentemente non negoziabile per sedersi al tavolo con Putin: la necessità di ottenere garanzie di sicurezza preliminari, una richiesta che di fatto allontana nel breve termine la possibilità di un vertice bilaterale.




