Mario Draghi rilancia l’agenda per l’innovazione europea

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mario Draghi, ex presidente della Bce e già primo ministro italiano, è tornato a far sentire la sua voce in un contesto cruciale come quello del Parlamento Europeo, durante la settimana parlamentare europea 2025. Il suo intervento, che ha toccato temi di ampio respiro, si è concentrato sulla necessità di rilanciare la competitività dell’Unione Europea attraverso un’azione unitaria e ambiziosa, capace di rispondere alle sfide globali che si sono acuite negli ultimi mesi.

Draghi, autore di un rapporto sulla competitività dell’Ue che ha fatto discutere, ha sottolineato come l’Europa debba agire “come un unico stato” per non perdere ulteriormente terreno rispetto a potenze come gli Stati Uniti e la Cina. Tra i punti chiave del suo discorso, l’urgenza di investire 800 miliardi di euro l’anno per sostenere l’innovazione tecnologica e il capitale di rischio, elementi fondamentali per costruire un ecosistema di startup solido e dinamico. “Le sfide sono aumentate”, ha dichiarato, riferendosi non solo alla competizione tecnologica ma anche alle tensioni geopolitiche e alle minacce di dazi da parte dell’amministrazione Trump, che potrebbero ulteriormente complicare il quadro economico.

Il tema della difesa è emerso con forza nel suo intervento. Draghi ha espresso preoccupazione per le recenti dichiarazioni del neo presidente americano, che sembrano indicare un disimpegno degli Stati Uniti dalla sicurezza europea. “Se queste dichiarazioni delineano il nostro futuro, possiamo aspettarci di essere lasciati in gran parte soli a garantire la sicurezza in Ucraina e nella stessa Europa”, ha affermato, sottolineando l’importanza di una risposta unitaria e coordinata da parte dei Paesi membri.

Sul fronte economico, Draghi ha ribadito la necessità di un maxi piano per rilanciare l’economia europea, che non può più permettersi di agire in modo frammentato. La questione dei prezzi del gas, insieme alla competizione tecnologica e alla pressione geopolitica, rappresenta una delle sfide più urgenti da affrontare. “L’Ue deve rispondere unita”, ha insistito, evidenziando come solo una cooperazione stretta tra gli Stati membri possa garantire una risposta efficace alle pressioni esterne.

Il suo discorso, che ha toccato anche il delicato tema dei rapporti con la Cina, ha messo in luce come l’Europa si trovi oggi a un bivio: da un lato, la necessità di difendere i propri interessi economici e strategici; dall’altro, l’urgenza di costruire un modello di sviluppo basato sull’innovazione e sulla sostenibilità. Draghi ha ricordato che, senza un impegno concreto e coordinato, il rischio è quello di rimanere indietro in un contesto globale sempre più competitivo e polarizzato

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