Palermo e Padova si annullano al Barbera, Pohjanpalo sfiora il vantaggio
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Redazione Sport
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Un pari senza rette, quello che emerge dal confronto al "Renzo Barbera" tra Palermo e Padova, valido per la diciottesima giornata del campionato di Serie B. La partita, che ha visto i rosanero costretti a un difesa in forte emergenza per l'assenza di pezzi importanti come Bani, Diakité e Bereszynski, con Pierozzi non al cento per cento in panchina, è stata caratterizzata da pochissime emozioni e da un gioco sostanzialmente sterile da entrambe le parti. Le formazioni, schierate rispettivamente da Pippo Inzaghi e Matteo Andreoletti, si sono limitate a uno studio reciproco nelle prime fasi, producendo azioni di pericolo soltanto a sprazzi e mai realmente decisive per l'esito finale dell'incontro, il quale conferma una certa difficoltà offensiva per i padroni di casa nonostante il ritorno in undici di Gyasi.
Le occasioni del primo tempo
La frazione iniziale, dopo un avvio cauto, ha visto la sua occasione più chiara al quarto d'ora, quando il finlandese Pohjanpalo, attaccante del Palermo, ha raccolto una palla deviata da un calcio di punizione riuscendo a battere il portiere Sorrentino con una frustata di testa; il vantaggio, tuttavia, è stato negato da un provvidenziale salvataggio sulla linea da parte della retroguardia veneta. Lo stesso giocatore, il cui nome è tornato a farsi sentire nel corso della partita, ha riproposto pochi istanti dopo un'azione pericolosa, deviando di collo-piede verso il centro ma senza creare ulteriori problemi al portiere avversario. Da segnalare, più tardi, un tentativo di Bortolussi per il Padova, con un tiro forte ma centrale facilmente controllato, e una risposta di Gomez, il cui tiro angolato da fuori area è stato respinto senza troppe difficoltà da Joronen.
La gestione tattica e le scelte in campo
La necessità di ricomporre il reparto arretrato ha portato Inzaghi a optare per una difesa a tre composta da Veroli, Ceccaroni e Peda, con Palumbo e Augello a fungere da terzini in un modulo che cercava di bilanciare solidità e capacità di proposta. Sul fronte opposto, Andreoletti ha impostato la sua squadra per contenere e ripartire, strategia che ha effettivamente limitato le offensive rosanero, le quali, nonostante la presenza di elementi di qualità come Ranocchia e Segre, hanno faticato a trovare spazi e combinazioni efficaci per minacciare con continuità la porta biancoscudata. La partita, nel suo complesso, ha risentito di queste premesse tattiche, trasformandosi in un susseguirsi di giocate spezzate e di contrasti a centrocampo, con poche parentesi di gioco fluido e ancor meno conclusioni veramente pericolose verso le due porte.
Il prosieguo senza gol
Il secondo tempo, analogamente al primo, non ha portato svolte significative nello score, mantenendo intatto il punteggio di 0-0 fino al fischio finale. Le sostituzioni operate da entrambe le panchine, benché mirate a infondere freschezza e idee, non sono riuscite a scardinare l'equilibrio che si era creato in campo, dove le due retroguardie hanno finito per prevalere sugli attacchi. L'unico momento di reale apprensione, dopo quello di Pohjanpalo, si è verificato su una punizione dalla bandierina, con la palla che si è impennata in area e ha trovato ancora il finlandese pronto alla conclusione di testa, ma il suo pallonetto è stato ancora una volta letto e neutralizzato dalla difesa organizzata del Padova. La partita si è così conclusa senza reti, lasciando entrambe le squadre con un punto che, se da un lato interrompe una serie negativa per i siciliani, dall'altro non rappresenta di certo un trampolino di lancio per la parte alta della classifica.
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