Giro 2026, la corsa rosa perde un pezzo per strada: frattura pelvica per Landa, rischio forfait anche per Carapaz

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non bastava l’assenza di João Almeida, annunciata con quel messaggio social che nei giorni scorsi aveva già gelato gli ambienti del UAE Team Emirates-XRG, a complicare i piani di un Giro d’Italia che si appresta a celebrare la sua 109esima edizione – in partenza tra meno di due settimane da Nessebar, sulla costa bulgara del Mar Nero – ecco che un altro protagonista annunciato, lo spagnolo Mikel Landa, è costretto a fare le valigie prima ancora di salire sull’aereo. Il corridore della Soudal Quick-Step, 37 anni e una confidenza con la “Corsa Rosa” che l’ha visto salire per due volte sul podio (nel 2015 e nel 2022), ha riportato una lieve frattura pelvica nella caduta occorsa durante la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi; un incidente, quello avvenuto in Itzulia, che inizialmente sembrava essersi risolto senza conseguenze gravi, tanto che l’atleta aveva portato a termine la frazione, salvo poi fermarsi prima del via della tappa successiva.

Un dolore subdolo e la diagnosi tardiva: come un’auto di servizio ha cambiato la stagione del basco

A rendere la vicenda paradigmatica – almeno in un’ottica di sfortuna ricorrente che sembra perseguitare il ciclista nato a Murgia – è la natura stessa dell’infortunio. Per giorni, spiegano fonti vicine alla squadra belga, Landa ha avvertito un fastidio persistente, senza però quei segnali inequivocabili che inducono un atleta a sottoporsi a radiografie approfondite. Solo sotto la supervisione dello staff medico, esami successivi hanno rivelato la microfrattura del bacino: “Ero reduce da un inverno complicato – la sostanza del commento rilasciato dal diretto interessato – ma proprio quando iniziavo a sentirmi di nuovo competitivo, ecco questo intoppo”. Il rapporto tra Landa e il Giro, è bene ricordarlo, si era già interrotto bruscamente lo scorso anno, quando una caduta nei chilometri finali della prima tappa lo costrinse al ritiro con una frattura vertebrale. Stavolta, però, il numero 8 alla partenza non ci sarà nemmeno. La frattura – che secondo i comunicati ufficiali “ha già iniziato il processo di guarigione” – richiede un periodo di riposo assoluto, vanificando il lavoro di preparazione che il basco aveva ricominciato a costruire dopo una malattia che lo aveva fermato nei mesi invernali.

L’ombra del dubbio si allunga anche su Carapaz: il ciclo di operazioni posticipa i sogni di rivincita

Se la defezione di Almeida (fermato da un virus contratto dopo la Volta algarvia) e quella di Landa rappresentano già un salasso per il parterre dei big in classifica, le ultime ore hanno portato una terza, potenziale tegola sul percorso che si snoderà tra Bulgaria, Calabria e le cime del Passo Giau – quest’anno designato come Cima Coppi con i suoi 2.233 metri. Richard Carapaz, l’ecuadoriano dell’EF Education-EasyPost che nel 2019 ha vinto proprio la maglia rosa e lo scorso anno è salito sul terzo gradino del podio, rischia seriamente di non presentarsi al via. A poche settimane da un intervento chirurgico alla zona perineale – operazione che all’epoca era stata presentata come risolutiva e senza conseguenze sulla programmazione agonistica – i riscontri medici starebbero invece suggerendo cautela. Secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa belga, il campione olimpico di Tokyo avrebbe fatto “marcia indietro” rispetto all’ottimismo iniziale; il suo stato di forma, condizionato da un intervento che richiede tempi di recupero più lunghi del previsto, non garantirebbe la competitività necessaria per affrontare i 3.459 chilometri di corsa (con 50 mila metri di dislivello complessivo) che compongono il tracciato di questa edizione.

Un vuoto nel lotto dei pretendenti: quando gli infortuni ridisegnano la mappa dei favoriti

La concomitanza di questi forfait – quello certo di Almeida, quello ormai acclarato di Landa, e il forte dubbio che aleggia sulla presenza dell’ex vincitore Carapaz – rischia di decapitare in maniera significativa l’armata dei pretendenti al successo finale. Se per Landa si tratta dell’ennesimo capitolo di un amore tormentato con la corsa italiana (dove non è mai riuscito a trasformare le qualità da scalatore puro in una vittoria assoluta, nonostante il terzo posto del 2022 alle spalle di Hindley), per Carapaz la posta in palio era ben più alta: tornare a vincere dove già ci era riuscito. La frattura pelvica dello spagnolo, nello specifico, è quella che ha scatenato la reazione più netta nei corridoi del ciclismo, proprio per la dinamica sfortunata dell’incidente – avvenuto per la collisione con un veicolo dell’organizzazione – e per la latitanza della diagnosi, che ha impedito qualsiasi intervento tempestivo. Mancano pochi giorni alla partenza, il meteo in Bulgaria promette caldo e strade insidiose. Ma il vero colpo di scena, quest’anno, sembra già arrivato prima che il primo chilometro di gara venisse coperto.

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