Saldi in Italia, tra freddo e furbetti: Bergamo frena mentre Milano riparte
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Redazione Economia
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Mentre l’inverno stringe nella sua morsa di gelo gran parte della Penisola, i primi bilanci dei saldi disegnano una geografia commerciale a due velocità, dove il termometro dei consumi segna temperature profondamente diverse a poche decine di chilometri di distanza. A Bergamo, dopo i primi dieci giorni di svendite, il quadro che emerge dagli osservatori di categoria è infatti in netto contrasto con l’entusiasmo che invece permea le vie dello shopping milanese, creando un divario significativo che gli operatori del settore analizzano senza sconti.
Il freddo e le ombre sui camerini a Bergamo
Nella città orobica, le stime di Confcommercio parlano di un calo delle vendite oscillante, non di poco conto, tra il 4 e l’8 per cento rispetto all’avvio dello scorso anno, nonostante gli sforzi profusi dai negozianti in campagne promozionali di vario tipo. Il gelo di gennaio, che ha indubbiamente scoraggiato le passeggiate di acquisto, non è però l’unico elemento ad aver gravato sul bilancio. I commercianti segnalano, con una certa amarezza, il persistente fenomeno dei cosiddetti “furbetti del camerino”, una prassi che lede gli incassi e che costringe a continui controlli, sottraendo tempo e risorse. Qualcuno di loro, pur riconoscendo una lieve ripresa nel secondo fine settimana, complice il rientro dei vacanzieri, ammette che le eccezioni positive restano poche, quasi come isole in un mare di difficoltà che non accenna a ritirarsi.
Il botto milanese trainato dal turismo
Scenario diametralmente opposto, invece, a Milano, dove i saldi sono partiti con un “botto” inatteso e particolarmente gradito. I dati, riferiti ai primi giorni di offerte, parlano di una crescita media dell’8% negli acquisti rispetto al gennaio del 2025, un risultato che non si registrava da due anni e che infonde nuovo ossigeno a un settore da tempo in affanno. A trainare questa impennata, com’è facile immaginare, sono state principalmente le zone a più alta densità turistica, nelle quali gli scontrini hanno visto incrementi stellari, fino al 12-13%, mentre nelle vie secondarie e meno battute dai visitatori la crescita si è attestata su valori più contenuti, seppur positivi, tra il 5 e il 6%.
Voci dal mercato: fiducia e critiche sull’avvio
Dal centro storico di una città all’altra, le voci dei commercianti raccontano percezioni differenti. C’è chi, come Adriano Meacci del negozio North Sails, pur senza trionfalismi, ammette che “sono partiti abbastanza bene”, sottolineando con soddisfazione un ritorno fisico dei clienti nelle boutique, interpretato come un possibile segnale di minor attrazione per gli acquisti online. Una tendenza che, se confermata, potrebbe rappresentare una piccola rivincita del commercio tradizionale. D’altro canto, però, non mancano le voci critiche sull’impostazione stessa del periodo saldi. Giovanni Campani, presidente di Confesercenti per i Comuni dell’Unione Tresinaro Secchia, pur notando un’“impressione positiva” dalle prime ore, sostiene con convinzione che la partenza delle svendite andrebbe posticipata, per allungare il respiro commerciale dopo le feste e dare più spazio a una ripresa organica, visto che le difficoltà strutturali per i piccoli esercizi, è il suo ragionamento, sono rimaste tutte.




