Inzaghi e l’Inter tra nervosismo e arbitraggio: il ko a Bologna riapre la corsa scudetto
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Redazione Sport
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Simone Inzaghi non nasconde il malumore dopo la sconfitta dell’Inter a Bologna, decisa al 94’ dalla sforbiciata di Riccardo Orsolini. "C’era nervosismo per la penultima rimessa, battuta 12 o 13 metri più avanti", ammette il tecnico nerazzurro, sottolineando però come quel dettaglio non possa essere un alibi. "Dovevamo essere più bravi sulla rimessa finale, siamo andati a saltare in due lasciando Orsolini da solo sul secondo palo". Un errore di marcatura che ha pesato come un macigno, trasformando una partita apparentemente destinata allo 0-0 in un ko bruciante.
La contestazione di Inzaghi non si ferma alla dinamica del gol. L’arbitro Colombo, infatti, è finito nel mirino per una direzione considerata troppo punitiva, tra fischi frequenti e decisioni controverse. Già all’8’ manca un giallo a Calhanoglu per un’entrata su Odgaard, mentre al 22’ assegna una rimessa laterale all’Inter nonostante il pallone non fosse uscito completamente. Al 33’, invece, la scelta di non concedere il rigore per un contrasto tra Freuler e Lautaro appare corretta, ma il susseguirsi di episodi contestati ha contribuito a creare un clima teso.
Quella di Orsolini, entrato nella ripresa, è una rete che rievoca fantasmi del passato: come tre anni fa, quando l’errore di Radu regalò la vittoria al Bologna, anche questa sconfitta rischia di ridisegnare la corsa allo scudetto. L’Inter, ora appaiata in vetta al Napoli a 72 punti, vede ridursi il margine di sicurezza dopo un periodo di apparente dominio. Inzaghi, però, evita toni catastrofisti: "Il campionato non finisce qui, ci vuole pazienza".




