Ritardi fino a quattro ore sulla Roma-Napoli, caos anche sulla Milano-Bologna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un guasto tecnico a un treno Italo, verificatosi nel pomeriggio di domenica all’altezza di Anagni, nel Frusinate, ha paralizzato per ore la circolazione sulla linea ad alta velocità Roma-Napoli, costringendo i passeggeri ad affrontare ritardi fino a 240 minuti. L’incidente, che ha bloccato il convoglio in prossimità della stazione, ha reso necessaria l’evacuazione dei viaggiatori, trasferiti su un altro treno, mentre i tecnici intervenivano per ripristinare la regolarità del servizio. Trenitalia, attraverso i suoi canali di infomobilità, ha avvertito che non solo i Frecciarossa, ma anche gli Intercity e i regionali avrebbero subìto rallentamenti significativi, con tempi di percorrenza allungati anche di due ore.

La situazione, già critica a causa delle temperature elevate che hanno messo a dura prova sia i viaggiatori sia le infrastrutture, è peggiorata nel tardo pomeriggio, quando ulteriori intoppi hanno interessato la tratta Milano-Bologna in corrispondenza di Reggio Emilia. Anche qui, sebbene le cause non siano state ancora chiarite del tutto, i convogli hanno accumulato ritardi considerevoli, aggiungendosi al malcontento di chi, rientrando dal weekend, si è trovato bloccato in stazione o a bordo senza preavviso.

Non è la prima volta che un singolo inconveniente tecnico genera un effetto domino sul resto della rete, evidenziando la fragilità di un sistema che, nonostante gli investimenti negli ultimi anni, fatica a garantire standard di puntualità accettabili nelle situazioni di emergenza. Già ieri, la sospensione di diversi voli nazionali aveva creato disagi a catena, spingendo molti passeggeri verso il trasporto su rotaia, oggi a sua volta in affanno.

Sulla Roma-Napoli, dove i treni ad alta velocità sono i più colpiti, alcuni viaggiatori hanno denunciato attese superiori alle tre ore, con informazioni spesso frammentarie e poche alternative offerte dalle compagnie. Intanto, lungo le tratte secondarie, il rischio incendi – favorito dal caldo e dalla siccità – ha ulteriormente complicato gli spostamenti, costringendo in alcuni casi a deviazioni o soppressioni di corse.

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