La Cdu strappa la Renania-Palatinato alla Spd dopo 35 anni, mentre a Monaco crolla un’altra roccaforte socialdemocratica
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Redazione Esteri
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Sono servite poche ore di scrutinio, domenica sera, per spazzare via decenni di egemonia socialdemocratica in due dei più simbolici scranni del potere locale in Germania. In Renania-Palatinato, un Land che per 35 anni era stato saldamente nelle mani della Spd, il verdetto delle urne ha consegnato la vittoria alla Cdu: un passaggio di consegna che la stampa tedesca, a cominciare dalla Bild, non ha esitato a definire “storico”. Il partito di Friedrich Merz, forte del 31% delle preferenze, ha ottenuto un incremento di oltre tre punti percentuali rispetto al passato, mentre i socialdemocratici – fermi al 25,9% – hanno subito un tracollo di quasi dieci punti. A completare il quadro di una débâcle che assume i contorni di una frana, c’è il dato dell’AfD: l’estrema destra, che da tempo punta a sfondare anche nei Länder occidentali, ha letteralmente cannibalizzato il consenso che fu della Spd, raggiungendo il 19,5% e guadagnando più di undici punti rispetto alla tornata precedente.
Lo stesso giorno, a complicare ulteriormente la serata dei socialdemocratici, è arrivata la notizia da Monaco di Baviera. Nella capitale bavarese, da 42 anni roccaforte socialdemocratica in una regione storicamente dominata dalla Csu, la Spd ha perso la corsa per il sindaco. Un doppio crollo, quello della Renania-Palatinato e quello di Monaco, che restituisce l’immagine di un partito in apnea, incapace di difendere i propri storici territori in due appuntamenti elettorali distinti e lontani geograficamente, ma accomunati dallo stesso esito: la fine di cicli amministrativi e regionali che sembravano intoccabili.
La lunga marcia dell’Afd nell’ovest: un risultato che fa rumore
Se la vittoria della Cdu in Renania-Palatinato rappresenta indubbiamente un segnale positivo per il cancelliere Friedrich Merz, almeno sul piano del consenso personale, il vero terremoto si legge nei numeri dell’estrema destra. L’Afd, che ha tradizionalmente il proprio bacino di voti nei Länder orientali, sta dimostrando di saper avanzare con decisione anche nell’ovest del paese. Nel Land che fu “rosso” per tre decenni e mezzo, i sovranisti – il cui programma si fonda sul concetto di remigrazione – si sono attestati al terzo posto con il 19,6%, tallonando da vicino la stessa Spd, ridotta ormai a inseguire. Il dato, nel dettaglio, è ancora più eloquente: mentre i socialdemocratici arretravano di quasi dieci punti, l’Afd ne guadagnava undici, segno di una migrazione del voto che appare sempre meno contingente e sempre più strutturale.
Una vittoria che mette in crisi il governo a Berlino
Il successo della Cdu in Renania-Palatinato, per quanto netto, rischia però di trasformarsi in un’arma a doppio taglio per la coalizione guidata da Merz a Berlino. Il vero problema, per la stabilità dell’esecutivo, è rappresentato proprio dallo stato di salute dei partner socialdemocratici: la Spd esce dalle urne del fine settimana non solo priva di un Land che governava da 35 anni, ma anche con l’immagine di un partito che, in contemporanea, ha perso Monaco di Baviera dopo 42 anni. Due sconfitte che arrivano in un momento già delicato per il governo federale, dove la tenuta della maggioranza passa inevitabilmente attraverso l’equilibrio tra i due partiti. A rendere il quadro ancora più complesso è l’avanzata dell’Afd, che in Renania-Palatinato ha toccato percentuali che in un Land dell’ovest sarebbero sembrate improbabili solo pochi anni fa.
I numeri di una débâcle annunciata
A guardare i dati definitivi della tornata elettorale, emerge con chiarezza la dimensione della débâcle socialdemocratica. In Renania-Palatinato la Cdu ha ottenuto il 31% (+3,3%), la Spd si è fermata al 25,9% (-9,8%), l’Afd ha raggiunto il 19,5% (+11,2%) e i Verdi, che pure mantengono una presenza in parlamento, hanno subito un arretramento al 7,9% (-1,4%). I numeri raccontano di un elettorato che ha scelto di punire con decisione il partito che per decenni aveva rappresentato il punto di riferimento politico della regione. La perdita della poltrona di sindaco a Monaco, dopo oltre quattro decenni di amministrazione socialdemocratica, conferma che il malessere nei confronti della Spd non è circoscritto a un singolo contesto territoriale, ma attraversa trasversalmente aree politiche e geografiche diverse.




