Cassazione annulla la sospensione dei medici sui certificati per i Cpr

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Cassazione ha annullato la sospensione dall’esercizio della professione per tre dottoresse indagate nell’inchiesta sui certificati di inidoneità ai Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri destinati al trattenimento dei migranti in attesa del rimpatrio. La decisione riguarda le misure interdittive adottate nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Ravenna sui certificati sanitari rilasciati per attestare condizioni incompatibili con la permanenza nelle strutture.

Il rinvio al Riesame e le contestazioni della difesa

La Suprema Corte ha disposto l’annullamento con rinvio dei provvedimenti che avevano imposto la sospensione professionale alle tre sanitarie. Il nuovo esame spetterà al tribunale del Riesame di Bologna, chiamato a valutare nuovamente la misura cautelare alla luce delle indicazioni contenute nella decisione dei giudici di legittimità.

Gli avvocati della difesa Francesca Cancellaro e Salvatore Tesoriero hanno definito il provvedimento una restituzione della dignità professionale alle assistite. In una nota hanno sostenuto che il Riesame dovrà procedere a una nuova lettura della vicenda considerando i principi costituzionali che regolano l’esercizio della professione sanitaria e la tutela dei diritti fondamentali.

L’inchiesta sui certificati sanitari per il trattenimento nei centri

L’indagine nata a Ravenna riguarda le certificazioni mediche contestate dalla procura perché ritenute, secondo l’ipotesi accusatoria, utilizzate per evitare il trasferimento di persone migranti nei Centri di permanenza per i rimpatri. Al centro dell’attività investigativa ci sono quindi i criteri con cui vengono valutate le condizioni di salute delle persone destinate al trattenimento e il ruolo dei medici incaricati delle visite.

Il procedimento giudiziario coinvolge un tema che incrocia responsabilità professionale, valutazioni cliniche e applicazione delle procedure previste per i Cpr. La sospensione dalla professione rappresentava la misura più incisiva tra quelle adottate nei confronti delle tre dottoresse, motivo per cui la difesa aveva contestato la proporzionalità del provvedimento.

Le reazioni dopo la decisione della Suprema Corte

La decisione della Cassazione è stata accolta positivamente anche dalla Cgil e dalla Fp Cgil di Ferrara, che hanno parlato di un passaggio importante sul piano della giustizia. L’organizzazione sindacale ha seguito la vicenda perché l’inchiesta, partita dal territorio ravennate, ha avuto conseguenze anche in altre realtà emiliano-romagnole.

Il procedimento non si conclude con l’annullamento delle misure interdittive: il rinvio al Riesame di Bologna apre infatti una nuova fase di valutazione sulle ragioni che avevano portato alla sospensione delle professioniste. L’attenzione resta concentrata sul rapporto tra certificazioni sanitarie, obblighi dei medici e disciplina del trattenimento nei Cpr.

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