Israele attacca l’Iran: colpiti siti nucleari, Teheran minaccia rappresaglia
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Redazione Esteri
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L’escalation in Medio Oriente, che da mesi sembrava inevitabile, ha raggiunto il suo apice con l’attacco israeliano contro l’Iran, definito "preventivo" dal governo di Gerusalemme. Fonti dell’Idf, l’esercito israeliano, hanno confermato che l’operazione "non durerà un solo giorno", lasciando intendere una campagna militare prolungata. Gli aerei hanno colpito diversi obiettivi in territorio iraniano, tra cui strutture legate al programma nucleare, mentre il Mossad avrebbe condotto parallelamente operazioni di sabotaggio contro siti missilistici.
Secondo le stesse fonti, l’intervento è stato deciso a causa dell’"accelerazione del programma nucleare iraniano", che avrebbe ormai accumulato materiale fissile sufficiente per quindici ordigni atomici. "Sono a pochi giorni, se prenderanno una decisione, dal completare la produzione", hanno aggiunto, giustificando l’urgenza dell’azione. Fonti vicine all’intelligence israeliana sostengono che nell’attacco siano stati eliminati "molti scienziati nucleari di Teheran", un colpo che, se confermato, indebolirebbe gravemente le ambizioni atomiche del regime.
A Washington, il presidente Donald Trump ha riunito d’urgenza il gabinetto di governo, segnale di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, sebbene l’operazione sia stata condotta in autonomia da Israele. Il senatore repubblicano Marco Rubio l’ha definita un’"azione unilaterale", sottolineando la distanza strategica tra i due alleati. Intanto, l’Iran ha già annunciato una risposta con missili balistici, alimentando il timore di un conflitto aperto, il più grave degli ultimi vent’anni.




