Gisèle Pelicot, processo dura prova, penso a vittime non riconosciute

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Avignone, 19 dicembre 2024 - Gisèle Pelicot, subito dopo la sentenza che ha condannato il suo ex marito per averla drogata, violentata e fatta violentare da decine di sconosciuti per un decennio, ha espresso il suo pensiero alle vittime non riconosciute, le cui storie rimangono spesso nell'ombra. "Voglio che sappiate che amo la stessa lotta", ha dichiarato Pelicot, il cui coraggio ha smosso le coscienze.

Nell'aula del tribunale, la lettura delle sentenze nei confronti dei 51 dichiarati colpevoli degli stupri su Gisèle Pelicot è stata incessante. Ancora più sconvolgente è l'ipotesi che altri 30 uomini, oltre ai presenti, sarebbero stati contattati dal marito per abusare di lei mentre era in stato di incoscienza. L'ovazione che ha accolto Pelicot all'uscita dell'aula è stata incessante, segno del profondo impatto che la sua vicenda ha avuto sull'opinione pubblica.

"Oggi è il giorno di Gisèle", commentano i social, sottolineando come il caso degli stupri di Mazan abbia acceso un faro importante sul fenomeno della violenza sessuale, destrutturando gli stereotipi ancora esistenti e ribaltando finalmente la prospettiva. Pelicot ha espresso la sua più profonda gratitudine a tutte le persone che l'hanno sostenuta durante questo calvario, tra cui l'associazione di aiuto alle vittime, il cui sostegno è stato inestimabile.

A tutti i giornalisti che hanno seguito il caso sin dal suo inizio, Pelicot ha voluto esprimere la sua gratitudine per il trattamento fedele, rispettoso e dignitoso con cui hanno riferito quotidianamente delle udienze.

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