Senza Unione bancaria non c'è Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli Stati Uniti corrono senza indugio, mentre l'Europa, ferma, vede il suo futuro in pericolo. Andrea Orcel, protagonista assoluto del risiko bancario con l'operazione Commerzbank in Europa e con l'offerta su Banco Bpm in Italia, si accoda all'avvertimento lanciato nei mesi scorsi da Mario Draghi, invitando l'Europa a non lasciare inespresso il potenziale del Mercato Unico. Altrimenti, la lenta agonia potrebbe presto diventare realtà.

Se UniCredit non è italiana, né europea ma extra Ue, il Governo di Roma valuta il Golden power per difendere BancoBpm, mentre quello tedesco pensa a poteri speciali per difendere Commerz da un gruppo giudicato "extra Ue" perché ha come azionisti i fondi internazionali. Ma allora anche Deutsche Bank non è europea? UniCredit mette a nudo l'Europa. Il piano Draghi è lettera morta, per ora.

"Respingiamo l'approccio non richiesto e ostile di UniCredit, tanto più perché la Commerzbank è una banca di rilevanza sistemica", dichiarano i vertici tedeschi. Attacchi ostili e acquisizioni ostili non sono appropriati nel settore bancario.

Mercoledì scorso, mentre i leader europei arrivavano a Bruxelles per il summit con i paesi dei Balcani occidentali e per l’ultimo Consiglio, Orcel ha ribadito che il consolidamento bancario è un test decisivo per l’integrazione europea. L'amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, chiama la politica europea all’azione per reagire al calo della produttività, della crescita del Pil e degli investimenti che rischiano di compromettere i valori e il modello sociale del continente, come indicato dai rapporti Draghi/Letta. Uno sprone che, in occasioni pubbliche e private, il banchiere più globalista d’Italia ripete da anni.

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