Pedro Sánchez avvia la riforma per il diritto all'aborto in Costituzione
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Redazione Interno
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Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha annunciato l’intenzione di sottoporre al Congresso dei deputati una proposta di riforma costituzionale che miri a includere, nella Carta fondamentale del paese, il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza. Una mossa, questa, che egli stesso ha definito storica e che rappresenta l’ultimo tassello di un percorso legislativo che, nel corso degli anni, ha progressivamente ampliato i diritti delle donne in materia di salute riproduttiva. L’annuncio, che non ha mancato di sollevare reazioni contrastanti nel panorama politico nazionale, è stato dato nel corso di un comizio nel quale Sánchez ha sottolineato come «nessuno debba informare le donne sui possibili rischi», in un chiaro riferimento a quelle disposizioni precedenti che imponevano, alle interessate, un periodo di riflessione obbligatorio.
Una garanzia contro i cambiamenti politici
La proposta, che si inserisce in un contesto europeo dove simili garanzie costituzionali sono ancora una rarità, mira a blindare una legge dello Stato, rendendola meno vulnerabile a potenziali inversioni di marcia determinate dai cambiamenti politici. Sebbene la strada per l’approvazione sia lunga e richieda un ampio consenso parlamentare – difficilmente raggiungibile senza il supporto di forze di opposizione –, l’iniziativa segna un punto fermo nell’agenda del governo di coalizione. Da più parti, infatti, si osserva come questa operazione abbia anche il fine di consolidare il consenso elettorale della sinistra e di marcare una distanza netta rispetto alle posizioni di forze conservatrici che, in passato, avevano tentato di riformare la normativa in senso più restrittivo.
Le reazioni dal Vaticano
Sul fronte vaticano, intanto, le cronache riportano le dichiarazioni di un alto porporato il quale, commentando alcuni gesti simbolici del Pontefice, ha sottolineato come la benedizione dell’acqua sia una pratica radicata nella tradizione, «che si è sempre fatta dai tempi di Giovanni Battista». L’anziano cardinale ha sorriso, si legge, di fronte a quella che è stata definita l’eccitazione di un «ateo collettivo», impegnato a etichettare l’attuale Papa come un paladino ambientalista per il semplice fatto di aver imposto le mani, con il rispetto dovuto a un reperto, su un blocco di ghiaccio della Groenlandia.
Le tensioni nel Partito Democratico italiano
In Italia, nel frattempo, il Partito Democratico vive un momento di forte contraddizione in tema di spesa per la Difesa e di manovra economica. Mentre si lavora ai conti pubblici, il portavoce economico del partito, Antonio Misiani, ha definito «capestro» l’accordo sottoscritto con la Nato in materia di riarmo, attirando su di sé critiche per una posizione che appare in netto contrasto con i rimproveri mossi in passato proprio alla propria forza politica, accusata da alcuni di scarso impegno sul medesimo fronte.




