La Roma di Gasperini non si ferma più: rimonta all’Atalanta e vetta condivisa con l’Inter
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Redazione Sport
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Cambiare due centrali difensivi a partita in corso, togliere l'uomo copertina delle prime due giornate e affidare la rimonta a un giocatore entrato dalla panchina che fino a quel momento aveva giocato soltanto una ventina di minuti in campionato. È la fotografia della serata dell'Olimpico, dove la Roma ha ribaltato l'Atalanta con un 2-1 che vale molto più di tre punti: nove su nove in classifica e il primo posto in solitaria condiviso con l'Inter, in attesa del recupero della partita dei nerazzurri.
La partita, però, si era messa male per i giallorossi, che dopo un primo tempo a senso unico si sono ritrovati sotto nel punteggio per un fulmine a ciel sereno.
Il dominio e la beffa: la Roma sotto dopo aver attaccato per 45 minuti
La prima frazione di gioco si era consumata quasi interamente nella metà campo dell'Atalanta, con la squadra di Maurizio Sarri costretta a un arretramento difensivo che ha neutralizzato le iniziative di Donyell Malen, imprigionato dagli spazi stretti, e ha lasciato il centravanti Gianluca Scamacca in assoluto isolamento. Dalla parte opposta, a tenere in piedi i nerazzurri era stato il portiere Marco Carnesecchi, decisivo sui colpi di testa di Gianluca Mancini e Bryan Cristante e sugli altri tentativi dei padroni di casa.
Con il passare dei minuti e il caldo torrido che metteva a dura prova gli atleti, il rischio di un gol subito al primo affondo diventava concreto. Ederson ha concretizzato quella paura appena dopo l'intervallo, sfruttando un pallone perso in impostazione dai giallorossi e un inserimento chirurgico che ha trafitto Mile Svilar. La Roma ha vacillato per qualche minuto, rischiando addirittura il raddoppio, quando Nikola Krstović, solo davanti al portiere, ha spedito fuori l'occasione che avrebbe chiuso i conti.
I cambi di Gasperini: la mossa che ha cambiato la storia della partita
È a quel punto che Gian Piero Gasperini, chiamato a gestire la partita contro la sua ex squadra, ha giocato le carte che hanno ribaltato il destino della sfida. Il tecnico ha rivoluzionato il reparto offensivo togliendo Malen per inserire Santiago Castro, che ha subito impattato colpendo un palo e una traversa, e ha dato spazio a Matías Soulé, che fino a quel momento aveva giocato solo una manciata di minuti in campionato.
La mossa decisiva, però, è stata anche quella di cambiare i due centrali, eliminando Gianluca Mancini e Evan Ndicka, perfetti per un tempo ma in difficoltà nella ripresa, per fare spazio a Daniele Ghilardi e Leonardo Balerdi, quest'ultimo al suo debutto assoluto in Serie A. Gasperini ha spiegato la sua scelta sottolineando l'importanza di quei cambi per ritrovare continuità d'azione e frenare le ripartenze dell'Atalanta, che cominciavano a essere pericolose.
Il tecnico ha parlato di una vittoria che rappresenta un segnale forte della personalità del gruppo, capace di crederci fino alla fine anche dopo essere andato sotto e di lottare fino all'ultimo secondo.
Soulé e Castro: la panchina che fa la differenza
La serata, però, porta un nome e un cognome: Matías Soulé. L'argentino è stato l'uomo copertina del ribaltone, confezionando l'assist per il pareggio di Mario Hermoso su calcio d'angolo e poi firmando il gol del definitivo 2-1 al 93', dopo una sterzata secca che ha mandato fuori tempo Davide Zappacosta. A servire l'assist per la rete della vittoria è stato Paulo Dybala, rimasto in campo per tutti i novanta minuti nonostante i dubbi sulla sua condizione fisica della vigilia, ma rassicurato dal tecnico al termine del match.
La qualità degli ingressi dalla panchina è stato il tema centrale del discorso di Gasperini a fine partita, che ha ammesso come la rosa, pur non essendo ancora completa dal punto di vista numerico – mancano all'appello due o tre giocatori rispetto alla scorsa stagione – abbia fatto un salto di qualità che gli permette di effettuare cambi senza subire un calo. I 39 tiri totali, di cui 27 dall'interno dell'area di rigore, e un valore degli Expected Goals di 3.24 contro lo 0.78 degli avversari, sono la testimonianza di una supremazia che è stata premiata soltanto nei minuti di recupero.
Il legame tra Gasperini e la Roma si fa sempre più stretto
La Roma è sempre più in mano al suo allenatore, che la stringe a sé e la plasma secondo la sua idea di calcio: intensa, aggressiva e dominante. Per Gasperini la vittoria contro l'Atalanta è stata anche una liberazione personale, dopo che nella scorsa stagione aveva raccolto soltanto un punto in due sfide contro la sua ex squadra. Le vittorie in rimonta dello scorso anno a Firenze e a Parma, dove il successo arrivò solo al 101' con il rigore di Malen, sembrano aver insegnato a questa squadra che la partita non è mai finita.
Il tecnico di Grugliasco ha parlato della necessità di avere cambi che possano dare un contributo importante nell'arco delle partite e ha aperto alla possibilità di vedere insieme Malen e Castro nel prossimo futuro, considerato il calendario fitto che attende la Roma dopo la sosta, con le partite di campionato e l'esordio in Champions League. La serata dell'Olimpico è stata una prova di forza che va oltre il semplice risultato, la dimostrazione di come la qualità e il carattere possano fare la differenza anche quando tutto sembra perduto.
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