Montezemolo entra in McLaren, ma il legame con Ferrari resta "indissolubile"
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Redazione Sport
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Luca Cordero di Montezemolo, che ha guidato la Ferrari dal 1991 al 2014, consolidandone il mito nel mondo dell’automotive e dello sport, ha scelto di unirsi al consiglio di amministrazione di McLaren Automotive. La notizia, confermata il 28 giugno 2025, ha suscitato immediato scalpore, ma l’ex numero uno del Cavallino Rampante ha tenuto a precisare che il suo ruolo sarà limitato al settore stradale, senza coinvolgimenti nella Formula 1. "Il mio legame con Ferrari è e resta indissolubile", ha dichiarato all’ANSA, sottolineando come la sua nuova posizione non intacchi l’affetto per la casa di Maranello.
La scelta di Montezemolo, 77 anni, arriva in un momento in cui McLaren – sostenuta dal fondo CYVN Holdings di Abu Dhabi – sta vivendo una fase di rilancio, mentre la Ferrari in pista fatica a tenere il passo con le prestazioni delle monoposto britanniche. Se Max Verstappen, al volante della Red Bull, domina il campionato, è proprio l’arancione papaya delle McLaren a contendersi i podii, lasciando la Rossa in una posizione di rincorsa. Un paradosso, considerando che Montezemolo fu l’artefice dell’era d’oro ferrarista, con Michael Schumacher protagonista di sei titoli mondiali.
Quello con McLaren, tuttavia, non è un ritorno in prima linea. Il suo incarico, come specificato, riguarderà esclusivamente il ramo automotive, escludendo ogni ingerenza nelle scelte tecniche o strategiche della squadra di F1. Una precisazione necessaria, dato che il gruppo britannico – controllato dal fondo sovrano del Bahrein – ha recentemente rafforzato la sua struttura, puntando a riconquistare lo status di protagonista assoluto.
La separazione tra Montezemolo e Ferrari, culminata nel 2014 con l’arrivo di Sergio Marchionne, resta una pagina complessa della storia del team. Se allora si parlò di divergenze strategiche, oggi l’ex presidente sembra voler voltare pagina senza rinnegare il passato. "Un pezzo di storia cambia volto", ha scritto Repubblica, sottolineando come il suo ingresso in McLaren rappresenti una svolta simbolica più che operativa. Resta da capire, però, quali margini di manovra avrà in un settore che, pur non essendo la F1, è strettamente legato all’immagine del brand.




