Tom Cruise e il flop di "Digger": un kolossal da 245 milioni di perdite
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tom Cruise ha costruito la sua leggenda saltando da un grattacielo all'altro, aggrappato a un elicottero o a una moto lanciata a tutta velocità. Per Digger, il film diretto da Alejandro González Iñárritu arrivato nelle sale italiane il 1° ottobre 2026, ha scelto di fare l'esatto contrario: fermarsi. E mostrarsi per quello che l'età, il trucco e una protesi addominale hanno trasformato, ovvero un magnate del petrolio texano con i capelli bianchi e radi, la pancetta e lo sguardo di chi è abituato a comandare più che a scattare.
Un flop da record
Il risultato al botteghino è stato brutale. Nel primo fine settimana di programmazione, Digger ha incassato appena 8 milioni di dollari negli Stati Uniti e circa 20 milioni in tutto il mondo. Si tratta del debutto più basso per un film con Tom Cruise dai tempi di Leoni per agnelli, uscito nel 2007. Nel secondo weekend, gli incassi americani sono crollati del 60%, portando il totale globale a 35,3 milioni di dollari.
Le proiezioni indicano ora una chiusura intorno ai 50 milioni di dollari nel mondo, una cifra che si commenta da sola se si considera che il film sarebbe dovuto arrivare a circa 350 milioni per raggiungere il pareggio.
Il conto salato per Warner Bros.
Il budget stanziato per la produzione si aggira tra i 160 e i 180 milioni di dollari, ai quali si aggiungono circa 100 milioni spesi per la campagna marketing internazionale. Warner Bros. si prepara a perdere circa 245 milioni di dollari, una cifra che secondo la BBC colloca Digger tra i più grandi disastri finanziari nella storia di Hollywood.
Un portavoce dello studio ha precisato a Variety che il punto di pareggio si attesta intorno ai 300 milioni, ma la sostanza non cambia: il film è l'ultima uscita standalone della major prima della fusione con Paramount, e il conto finale rischia di essere ricordato a lungo.
La difesa della critica e il sostegno di Hollywood
Mentre il pubblico diserta le sale, una parte di Hollywood ha scelto di schierarsi apertamente a favore del film. Da Jane Fonda a Anne Hathaway, passando per Guillermo del Toro, diverse voci del cinema americano hanno invitato a guardare Digger senza farsi condizionare dalle classifiche e dai numeri. Il regista messicano ha accolto con filosofia le recensioni polarizzate, spiegando al New York Times che «preferisco questo a un'accoglienza tiepida» e aggiungendo che il film «non è perfetto» ma che il suo mestiere resta quello di prendersi dei rischi.
Un personaggio lontano dagli eroi d'azione
In Digger, Cruise interpreta Digger Rockwell, un eccentrico magnate del petrolio che si considera l'uomo più potente del mondo e che, dopo aver provocato una catastrofe ecologica di proporzioni planetarie, cerca disperatamente di convincere l'umanità di essere l'unico in grado di salvarla. Accanto a lui recitano Riz Ahmed, Sandra Hüller, John Goodman, Jesse Plemons, Michael Stuhlbarg, Burn Gorman ed Emma D'Arcy.
Il film è una satira nera che affronta il tema del cambiamento climatico attraverso toni grotteschi e provocatori, una scelta che ha diviso la critica ma che l'attore ha difeso con orgoglio sui social, definendo l'esperienza «indimenticabile» e dichiarandosi «molto fiero di ciò che abbiamo creato».
L'attesa per lo streaming
Con il film ancora in sala, cresce l'interesse per l'uscita digitale. Warner Bros. non ha ancora annunciato una data ufficiale, ma la destinazione più probabile per lo streaming in abbonamento è HBO Max, la piattaforma che ospita abitualmente i titoli dello studio. Prima dell'arrivo sulla piattaforma, Digger dovrebbe attraversare una finestra di noleggio e acquisto digitale su servizi come Prime Video, Apple TV Store e Rakuten TV.
Considerando le tempistiche adottate da Warner per altre produzioni recenti, una disponibilità su HBO Max tra la metà e la fine di dicembre 2026 appare l'ipotesi più plausibile, anche se manca ancora qualsiasi conferma ufficiale.
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