Bologna, alla Galletti la settimana si accorcia (ma lo stipendio resta uguale): 34 ore per i turnisti
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Redazione Economia
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L’accordo è stato approvato con un plebiscito: l’85% dei lavoratori ha detto sì al nuovo contratto integrativo della Galletti di Bentivoglio, storica azienda bolognese che produce pompe di calore, condizionatori e aerotermi. Nel suo centoventesimo anno di attività, l’impresa a conduzione familiare ha scelto di compiere una mossa coraggiosa, riducendo l’orario di lavoro settimanale per i dipendenti turnisti da quaranta a trentaquattro ore, senza tuttavia intaccare la retribuzione.
Una decisione che, nel settore della climatizzazione, rappresenta un’eccezione notevole, quasi un unicum in un mercato ormai dominato da grandi gruppi internazionali dove la Galletti resiste come uno dei pochissimi marchi rimasti integralmente italiani.
Il “turno alla bolognese”: come funzionano le nuove 34 ore
La novità più significativa, quella che ha catturato l’attenzione di addetti ai lavori e non solo, riguarda la riorganizzazione della settimana lavorativa per chi è impiegato sui turni. Dal lunedì al giovedì, l’orario sarà di sette ore, pagate come se fossero otto; il venerdì, invece, la giornata si riduce ulteriormente a sei ore, ugualmente retribuite come una giornata intera. In sostanza, il monte ore settimanale si abbassa a trentaquattro ore, ma lo stipendio resta quello di una settimana di quaranta ore.
Per i cosiddetti “normalisti”, ovvero i dipendenti con orario giornaliero standard, la settimana si articola diversamente: il venerdì si lavorerà sette ore, anziché otto. L’azienda si è riservata la possibilità, in casi di comprovate esigenze produttive e per un massimo della metà dei venerdì dell’anno, di richiedere l’ottava ora di lavoro: in quel caso, verrà riconosciuto un bonus, un accantonamento di quindici minuti di retribuzione aggiuntiva per ogni giornata in cui si torna alle otto ore.
Premi, welfare e la firma della Fiom: i dettagli dell’intesa
L’accordo, che ha una durata quadriennale, non si limita alla riduzione dell’orario, ma interviene anche su altri fronti economici e sociali, andando a comporre un pacchetto che la Fiom-Cgil ha definito di grande valore. Il premio di risultato (PdR) è stato incrementato fino a raggiungere un potenziale massimo di 2.150 euro, con la garanzia di un acconto di 300 euro. Sul fronte retributivo, alla scadenza dell’integrativo è stato previsto anche un aumento strutturale di 50 euro sulla gratifica feriale.
Tra gli altri benefit figurano un aumento del buono pasto, che passa da 5 a 7 euro, un welfare aziendale di 325 euro e il blocco del costo della mensa per l’intera durata del contratto. Per quanto riguarda gli straordinari, le maggiorazioni salgono del 5% rispetto a quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale di categoria. Sul versante della previdenza complementare, l’azienda si è impegnata a versare una quota del 2,35% al Fondo Cometa per tutti i dipendenti, compresi gli over 35.
È stata inoltre istituita una banca ore solidale, una misura di welfare accessibile anche alle potenziali vittime di violenza di genere, garantendo loro tempo retribuito e un sostegno concreto nel momento del bisogno.
Un’azienda che guarda al futuro senza dimenticare le radici
Nata nel 1906 come piccola officina per la lavorazione del ferro, Galletti è oggi un’azienda che ha saputo attraversare un secolo di storia, trasformandosi da fornitore per il settore automobilistico a protagonista nel campo della climatizzazione. Ancora oggi a guidare l’impresa ci sono i fratelli Luca e Michele Galletti, rappresentanti della terza generazione, ormai affiancati dai rispettivi figli.
L’azienda, nonostante la concorrenza agguerrita dei colossi del Sud-Est asiatico, vanta un fatturato di 62 milioni di euro nel 2025, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, e un’export che copre il 60% dei ricavi. Il suo parco clienti è di tutto rispetto e spazia dalla rete di Autogrill al Quirinale, fino a supermercati Waitrose e persino un grattacielo di Wall Street.
La scelta di puntare sul benessere dei propri dipendenti, in un momento storico in cui il dibattito sulla riduzione dell’orario di lavoro è sempre più acceso, arriva quindi da un’azienda solida e proiettata sul futuro, dimostrando che innovazione e attenzione alle persone possono camminare di pari passo.




