Hind Rajab, l’Idf apre un’inchiesta penale dopo due anni e mezzo: la svolta di Israele sul caso della bambina di Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Due anni e mezzo dopo la morte di Hind Rajab, la bambina palestinese di cinque anni uccisa a Gaza insieme alla sua famiglia, l’esercito israeliano ha compiuto un passo che fino a oggi aveva evitato. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato l’apertura di un’indagine penale sulla vicenda, ammettendo per la prima volta che i propri soldati hanno sparato contro il veicolo su cui viaggiava la piccola nel gennaio del 2024.

L’annuncio è arrivato al termine di una serie di verifiche interne su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti nella Striscia dopo il 7 ottobre 2023, e rappresenta una svolta significativa nella posizione di Tel Aviv, finora orientata a minimizzare o negare le responsabilità nelle operazioni militari a Gaza e in Cisgiordania.

La telefonata alla Mezzaluna Rossa e il ritrovamento dei corpi

La vicenda di Hind Rajab aveva scosso l’opinione pubblica mondiale soprattutto dopo la diffusione dell’audio della sua disperata telefonata alla Mezzaluna Rossa palestinese. La bambina, sopravvissuta inizialmente all’attacco contro l’auto della famiglia Hamada, era rimasta intrappolata nel veicolo insieme ai cadaveri dei suoi cari e per ore aveva implorato aiuto, raccontando agli operatori di vedere i carri armati israeliani avvicinarsi alla sua posizione.

Un’ambulanza inviata per soccorrerla, dopo aver ottenuto il coordinamento con l’esercito, era stata a sua volta colpita, con la morte dei due paramedici a bordo. Solo dopo diversi giorni, quando le truppe israeliane si erano ritirate dalla zona di Tel al-Hawa, a Gaza City, erano stati recuperati i corpi della bambina, dei suoi familiari e dei soccorritori. Secondo la ricostruzione del gruppo di ricerca britannico Forensic Architecture, il veicolo presentava trecentotrentacinque fori di proiettile.

La svolta di Israele: le inchieste e il caso World Central Kitchen

In un rapporto pubblicato ieri, le Forze di difesa israeliane hanno confermato che le verifiche condotte "indicano che le truppe israeliane hanno sparato contro un veicolo" e che, alla luce di "apparenti lacune riguardanti il coordinamento del movimento dell’ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese", è stato deciso di affidare il caso a un’indagine penale della Polizia militare. L’esercito ha tuttavia precisato che, in seguito a questa decisione, non è possibile fornire ulteriori dettagli sui risultati della verifica preliminare.

Parallelamente, l’Idf ha chiuso l’indagine sulla morte dei sette operatori umanitari della World Central Kitchen uccisi nell’aprile 2024 a Deir al-Balah, escludendo responsabilità penali a carico dei propri soldati: i comandanti coinvolti avevano già ricevuto provvedimenti disciplinari, ma le loro decisioni, secondo la Procura militare, "non hanno raggiunto la soglia di rilevanza penale".

Le reazioni e il contesto giudiziario internazionale

L’apertura dell’inchiesta sulla morte di Hind Rajab arriva a distanza di oltre due anni e mezzo dai fatti e si inserisce in un quadro più ampio di valutazione di cinque incidenti eccezionali avvenuti durante il conflitto, per i quali sono state prese decisioni legali. Tra questi, la Polizia militare ha avviato indagini anche sull’uccisione di quindici palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente dell’Onu, avvenuta nel marzo 2025 a Tel al-Sultan.

La vicenda della piccola Hind, divenuta un simbolo delle vittime civili della guerra, ha già ispirato il film La voce di Hind Rajab, candidato al premio Oscar e vincitore del Leone d’Argento a Venezia. In Belgio è stata inoltre istituita la Hind Rajab Foundation, che promuove iniziative legali nei tribunali internazionali contro soldati e ufficiali israeliani per presunti crimini di guerra.

La fondazione ha già espresso "nessuna fiducia" nell’indagine annunciata dall’Idf, definendo i meccanismi interni israeliani "fondamentalmente distorti" e privi di credibilità come strumenti di giustizia.

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